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Festa di san Francesco di Sales

Si avvicina la festa di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e di coloro che operano nel mondo della comunicazione sociale.
Consapevole della attuale situazione che richiedere massima attenzione, non volendosi privare dell’incontro con i giornalisti che operano in diocesi, il Vescovo di Città di Castello mons. Domenico Cancian invita tutti all’incontro che si terrà LUNEDì 24 gennaio 2022 alle ore 11.30 nel Salone Santo Stefano.
Si svolgerà un breve momento di preghiera e di dialogo.

CARITAS, un anno da raccontare

La fine di ogni anno porta con se un  momento di riflessione su ciò che c’è stato e su quello di ci attende. Le attività Caritas, sempre molteplici, continuano a rappresentare un modo importante di poter servire il prossimo.

L’emporio della solidarietà dal 2012 ha fornito beni alimentari a circa 1.300 famiglie, 97 domande solo nel 2021. Il fondo di solidarietà, ormai chiuso, ha consentito a 264 famiglie di poter usufruire di un contributo economico per le proprie necessità. Il prestito della speranza, in forma di microcredito ha visto circa 40 domande di finanziamento arrivate presso i nostri uffici. La collaborazione con fondazioni ed enti permette di intervenire in solido mettendo in comune le proprie risorse e disponibilità.

La mensa diocesana continua ad erogare circa 60 pasti al giorno, compresi quelli da asporto.

La casa di accoglienza per donne e uomini vede quasi sempre posti al completo. L’assistenza ai richiedenti asilo presenti presso le strutture diocesane e in due parrocchie, stà portando ad una lenta ma efficace integrazione, attraverso percorsi di formazione e studio della lingua italiana.

L’azienda agricola “Le cascine”stà consolidando i risultati raggiunti nella produzione di prodotti biologici e nella integrazione, attraverso forme di lavoro, di persone che cercano un riscatto dopo un momento buio della propria vita.

I nostri Centri di ascolto assistono molte famiglie sul territorio con tanti volontari che dedicano una cospicua parte de loro tempo libero al servizio dei più disagiati.

Il servizio vestiario consente ha chi né ha bisogno di avere di che vestirsi, grazie ad una continua presenza di donatori e ad un servizio efficiente dei nostri collaboratori.

Abbiamo attivato e portato a termine 7 tirocini formativi in collaborazione con diverse aziende ed istituzioni locali, che permettono di avviare ad un percorso lavorativo persone disoccupate. Molti di questi tirocini si sono poi concretizzati con contratti di assunzione. Crediamo che questa sia un’opportunità per molte personeal fine di  avviarle ad una autonomia e indipendenza economica. Anche per il prossimo anno saranno attivati 8 di questi progetti.

La formazione per i volontari si è arricchita di nuove tematiche in linea con le nuove povertà e fragilità  ed il tempo attuale che stiamo vivendo.

Le collaborazioni con le Istituzioni locali, Comune di Città di Castello e Regione Umbria, sono sempre attive ed hanno permesso di realizzare progetti importanti come l’Agenda Urbana, per il riutilizzo del cibo e la lotta agli sprechi alimentari con ilprogetto Idea “Identità, educazione, appartenenza”.

E’ stato donato da parte nostra un defibrillatore per la città posto in Piazza del Garigliano a fianco della sede Caritas, utile per un primo soccorso sanitario; il servizio prevede anche la formazione di volontari addetti al primo intervento.

Il tempo del Covid ci ha messo a dura prova ma non ci siamo fermati, anzi abbiamo ritenuto che questo momento sia stato fonte di ulteriori povertà e fragilità che hanno richiesto un maggior impegno e vicinanza a tante famiglie.

La nostra struttura che ha visto il cambio di direzione con il saluto di Don Paolino Trani e l’ingresso del dott. Gaetano Zucchini, e le nostre attività, crediamo che rappresentino un segno importante della vicinanza alle persone in difficoltà che sempre più spesso sono amici che hanno perso il posto di lavoro, famiglie che entrano in crisi e si ritrovano a dover gestire situazioni critiche, o semplicemente cercano un conforto per le difficoltà della vita.

Gran parte delle attività sono state realizzate grazie ai contributi derivanti dai fondi 8 x mille della Chiesa Cattolica: è la principale fonte di sostentamento per le attività Caritative, Pastorali e Sostentamento del clero.

 

Continueremo a svolgere il nostro servizio, anche grazie al vostro aiuto a favore del prossimo e per la Chiesa. Ringraziamo tutti i collaboratori e benefattori che con le loro firme a favore della Chiesa Cattolica o con i loro contributi personali, ci sostengono e soprattutto perché esprimono l’amore per l’altro, come riflesso di Gesù presente in ognuno di noi.

Buon anno a tutti!

Equipe Caritas Diocesana

Cappuccine Santa Veronica Giuliani: pronto il nuovo calendario!

È finalmente pronto il nostro calendario!
La Parola di Dio ci accompagnerà nello scorrere dei mesi, perché è solo alla luce di questa Parola che trovano senso e consistenza tutte le nostre parole e le nostre scelte.
Ringraziamo Silvio Ficarra per aver messo a disposizione la sua creatività e competenza nella progettazione e realizzazione grafica del calendario; la Legatoria Cartoedit e la Tipografia Petruzzi perché anche quest’anno ci danno la possibilità di arrivare nelle vostre case, stampandolo gratuitamente.
Potete richiedere il calendario comunicando i vostri dati alla mail calendario.svg@gmail.com.
Vi auguriamo ancora un buon Avvento!

GIORNATA DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI 2022 Ascoltate!

Ogni anno il tema viene annunciato dal pontefice il 29 settembre, festa dell’Arcangelo Gabriele, mentre il 24 gennaio nelle Diocesi con i giornalisti cattolici riuniti attorno al proprio vescovo per celebrare il loro patrono San Francesco di Sales, si fa un approfondimento del messaggio del Papa. La giornata si celebrerà nel mese di maggio.

Nel tema della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2022, Francesco lancia un invito ai professionisti del settore: la ricerca della verità comincia dall’ascolto, oggi di nuovo basilare dopo le ferite prodotte dalla pandemia

 “Ascoltate!”. Un tema brevissimo, una sola parola, eppure ricchissimo di significato e di valore: è l’imperativo “Ascoltate!” che il Santo Padre Francesco ha scelto come verbo guida per il suo Messaggio per la 56a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebrerà nel 2022.

Dopo l’invito dinamico del Messaggio per il 2021 – quel “Vieni e vedi” che esortava gli operatori della comunicazione a raggiungere di persona ciò che si voleva raccontare – quest’anno il Pontefice “chiede al mondo della comunicazione”, di “reimparare ad ascoltare”.

Così è affermato, infatti, in un comunicato della Sala Stampa della Santa Sede che commenta la presentazione del tema del Messaggio.

“La pandemia – si legge nel testo della Sala Stampa vaticana – ha colpito e ferito tutti e tutti hanno bisogno di essere ascoltati e confortati. L’ascolto è fondamentale anche per una buona informazione. La ricerca della verità comincia dall’ascolto. E così anche la testimonianza attraverso i mezzi della comunicazione sociale. Ogni dialogo, ogni relazione comincia dall’ascolto. Per questo, per poter crescere, anche professionalmente, come comunicatori, bisogna reimparare ad ascoltare tanto”.

La nota ricorda poi che nel Vangelo Gesù in persona “chiede di fare attenzione a come ascoltiamo”. Anche perché, osserva, “per poter veramente ascoltare ci vuole coraggio, ci vuole un cuore libero e aperto, senza pregiudizi”. La conclusione chiama in causa la comunità ecclesiale nella sua totalità, in un tempo in cui “è invitata a mettersi in ascolto per imparare ad essere una Chiesa sinodale”: tutti “siamo invitati a riscoprire l’ascolto come essenziale per una buona comunicazione”.

 

 

 

Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei

“Realizzerò la mia buona promessa”(Ger 29, 10)

 “Essere seminatori di speranza”, in un tempo fortemente segnato dalla pandemia, perché “ogni crisi è una buona occasione, un tempo favorevole da non sprecare”.

“A nulla serve l’illusione di poter riprendere in fretta le consuetudini amate, di fare in modo che tutto sia come prima”. Questo il “messaggio” che quest’anno vuole assumere la Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei che si celebrerà il 17 gennaio ed avrà per titolo: “Realizzerò la mia buona promessa” (Ger 29, 10).

La Giornata è giunta alla sua 33ma edizione ed è accompagnata da un messaggio scritto dalla Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo. Negli ultimi anni i temi del dialogo sono stati dedicati alle Dieci Parole e alle Meghilloth. Quest’anno si è deciso di intraprendere, anche “alla luce della pandemia e delle sue conseguenze”, un cammino sulla Profezia, partendo dalla lettura di un passo del profeta Geremia, “La lettera agli esiliati”.

La Commissione CEI spiega come il tempo dell’esilio sia particolarmente in sintonia con “il tempo complesso che stiamo attraversando” e dona indicazioni preziose su come vivere questa condizione: “Chi sceglie di conservare tutto e resta attaccato a un passato glorioso – scrive la Cei – rischia di perdere anche se stesso, mentre chi è disponibile ad abbandonare ogni falsa sicurezza riavrà i suoi giorni”. Chi si trova in esilio ha la tentazione di “perdere ogni speranza e costruire una comunità chiusa, distaccata e ripiegata su se stessa. Nella pandemia, come credenti, abbiamo avuto le stesse tentazioni: perdere la speranza e chiuderci in comunità sempre più autoreferenziali”.

Nel messaggio la Cei fa riferimento anche alla “situazione di esculturazione del fenomeno religioso” dalla sfera pubblica e al rischio di “creare comunità sempre più chiuse in se stesse”. L’invito che arriva dalla lettura del brano di Geremia è invece quello di “stare positivamente dentro la realtà e a starci in modo generativo”.

“Ecco la sfida per le religioni: uscire dal rischio della “depressione” e dell’autoreferenzialità difensiva per essere generative, capaci di lavorare per la costruzione della società e generare speranza”.

Nel messaggio, la Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo esprime anche preoccupazione per le “deprecabili manifestazioni di cancellazione della memoria e di odio contro gli ebrei”. In questo senso, “la Giornata è una significativa opportunità per sottolineare il vincolo particolare che lega Chiesa e Israele”. Infine, c’è un rifermento anche a tutti gli “esiliati” di oggi. Ricordano – scrive la Cei – che “lo straniero è una benedizione e che l’ospitalità così centrale nelle tradizioni ebraica e cristiana, può essere lo “stile” con cui oggi i credenti stanno nella storia e animano la società.

IL VESCOVO INFORMA

  • In questo mese di gennaio (e forse anche nei prossimi mesi) avremmo ancora a che fare con le restrizioni dovute alla pandemia. Incoraggio sacerdoti, diaconi e coloro che hanno ministeri e servizi pastorali a fare tutto ciò che è possibile nell’ambito del culto, della catechesi e della carità, sempre nell’osservanza delle direttive del Governo e della CEI, vaccinazione compresa.

Dedichiamo tempo per la preghiera, per la nostra formazione, per far sentire nei modi possibili la nostra vicinanza speciale a tutti coloro che soffrono. Non lasciamoci prendere dalla tristezza, dalla rassegnazione e dalla pigrizia.

A volte basta una telefonata, l’invio di un sussidio o di messaggi, la disponibilità agli aiuti possibili.Sosteniamo la”chiesa domestica”  invitando a meditare il Vangelo, a pregare, a riflettere, a vivere ancora meglio le relazioni familiari.

È bene che si concordino possibili iniziative a livello parrocchiale e di unità pastorale, in primo luogo agli incontri dei gruppi sinodali. La diocesi offre gli appuntamenti elencati nel calendario che avete qui.

  • Faccio presente che nei giorni 24-28 gennaio 2022 a Nocera Umbra (Domus Ecclesiae) avrà luogo il corso di Esercizi spirituali tenuti dal padre gesuita Jean Paul Hernandez per il clero di Spoleto. Invito coloro che non li hanno fatti a parteciparvi: è una bella opportunità sia per la competenza del predicatore, sia per la comunione con i confratelli dell’Umbria.

Per prenotarsi, rivolgersisegreteria@spoletonorcia.it(Sig Anna: 0743231065).

  • Per quanto concerne il Sinodo invito tutti anzitutto alla preghiera: personalmente, nelle parrocchie e unità pastorali (si possono organizzare adorazioni, liturgia della Parola…). Sollecito poi sacerdoti, diaconi, religiosi/e, operatori pastorali a collaborare con i parroci/moderatori/vicari per la formazione e organizzazione dei “gruppi sinodali” con i corrispondenti “responsabili/guide/animatori”, secondo le indicazioni già note e che troverete più avanti.

Il frutto di questi incontri è duplice: vivere la bellezza del camminare insieme (sinodalità in atto) ascoltandoci con attenzione e offrire delle preziose indicazioni per il rinnovamento della nostra Chiesa.

  • Il 5 gennaio alle ore 21:00 al teatro degli Illuminati doveva esserci, un concerto davvero interessante: La Buona Novella.Si ispirava al noto album di Fabrizio De André. La scholacantorumGiovanni Medici, diretta da Enzo Bartolucci, aveva preparato una stupenda interpretazione attualizzata. Purtroppo, causa covid, non ci sarà. Speriamo possa essere proposta più avanti.
  • Il primo giorno dell’anno è dedicato alla Vergine Maria, Madre di Dio. Dopo aver contemplato il Bambino Gesù, la Chiesa ci invita a guardare come Maria e Giuseppe l’hanno accolto: con umiltà, coraggio e tanto amore. Dinanzi alle imprevedibili difficoltà Maria meditava e custodiva tutto nel suo cuore, nel silenzio rispettoso e attento della mamma. Maria e Giuseppe senza risentimenti verso chi non li aveva ospitati e verso chi voleva addirittura uccidere il Figlio, hanno accettato l’esilio. Ci insegnano la via dell’amore e della pace che Gesù più tardi annuncerà.

In questa luce mariana, si celebra venerdì 1 gennaio  la 55ª Giornata Mondiale della Pace.

Come edificare una pace duratura oggi? Nel suo Messaggio il Papa individua tre contesti estremamenteconnessi su cui riflettere e agire: “Educazione, lavoro, dialogo tra le generazioni: strumenti per edificare una pace duratura”.  Dopo la “cultura della cura” percorso proposto nel 2021 per “debellare la cultura dell’indifferenza, dello scarto e dello scontro, oggi spesso prevalente”, per la giornata di quest’anno il Papa propone di“leggere i segni dei tempi con gli occhi della fede, affinché la direzione di questo cambiamento risvegli nuove e vecchie domande con le quali è giusto e necessario confrontarsi”.

Siamo interpellati sucome possono l’istruzione e l’educazione costruire una pace duratura.Il lavororisponde alle vitali necessità dell’essere umano sulla giustizia e sulla libertà? E infine: le generazioni sono veramente solidali fra loro? Credono nel futuro?

Il Messaggio del Papa per la Giornata merita un’attenta lettura. Sarebbe opportuno offrirne copia ai fedeli oltreché trarne spunto per l’omelia.

  • Il 6 gennaio si celebra la Giornata dell’infanzia missionaria (Giornata missionaria dei ragazzi).La solennità dell’Epifania e la festa del Battesimo del Signoreconcludono il ciclo liturgico del Natale. Ci aiutano ad approfondire la dimensione missionaria della Chiesa, sulla quale giustamente molto insiste Papa Francesco.
  • Il 17 gennaiocelebreremo la ma giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, un’importante occasione per curare il rispetto, il dialogo e la conoscenza della tradizione ebraica, per ripensare all’importanza della rettitudine e dell’onestà, della giustizia e della carità. Se negli ultimi anni i temi del dialogo sono stati dedicati alle Dieci parole e alle Meghilloth ora, alla luce della pandemia e delle sue conseguenze, viene intrapreso un cammino sulla Profezia.

La lettura di del profeta Geremia ci pare particolarmente in sintonia con il tempo complesso che stiamo attraversando. Invito le parrocchie a trovare un momento di preghiera per questa intenzione.

  • Dal 18 al 25 gennaio 2022avrà luogo la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Il Signore ha chiesto insistentemente al Padre che i suoi discepoli siano “una cosa sola con Lui”, come Lui è “una cosa sola col Padre” (cfGv 17). La divisione proviene dal peccato e costituisce uno scandalo per il mondo già drammaticamente diviso per altri motivi.

I sussidi sono stati elaborati dal Consiglio delle Chiese del Medio Oriente (con sede principale in Libano) sul tema: “Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo” (Matteo 2,2).

I cristiani in Medio Oriente hanno trovato nella ‘stella’ un’immagine della vocazione cristiana. La stella fu il segno che guidò i Magi da luoghi lontani e da diverse culture verso Gesù Bambino.

I cristiani dovrebbero aiutarsi reciprocamente ad “andare a Betlemme” per incontrare ancora meglio Gesù (più avanti troverete un’interessante riflessione di Don Tonino Bello su questo). E’ in fondo lo scopo del Sinodo.

I cristiani dovrebbero essere nel mondo di oggi quella stella che indica e porta a Gesù e con Lui al Padre. Dovrebbero testimoniare la bellezza trasformante di quell’incontro con il Salvatore che rende luminosa la nostra vita come figli di un unico Padre che ci unisce con vincoli fraterni.

Quest’anno non ci sarà la preghiera ecumenica con le altre Chiese cristiane, come negli altri anni, ma solo nelle comunità e parrocchie, magari invitando a partecipare a qualche celebrazione le persone appartenenti ad altre confessioni cristiane. Chiedo che in ogni parrocchia, unità pastorale e comunità si programmino momenti di preghiera seguendo il testo proposto.Il “Sussidio” lo si può richiedere in vescovado o in Libreria Sacro Cuore.

  • Mercoledì 19 gennaio a San Giovanni Decollato avrà luogo il ritiro del clero.

Ulteriori informazioni, anche a motivo del Covid verranno segnalate più avanti.

  • Domenica 23 gennaio la Chiesa celebrerà la Domenica della Parola di Dio, istituita da Papa Francesco con la Lettera apostolica Aperuitillis. L’iniziativa vuole ravvivare la responsabilità che i credenti hanno nella conoscenza della Sacra Scrittura e nel mantenerla viva attraverso un’opera di permanente trasmissione e comprensione, capace di dare senso alla vita di ognuno dei noi, delle famiglie e delle parrocchie. La Parola è Luce ai nostri passi, spesso incerti.

«Questa Domenica della Parola di Dio verrà così a collocarsi in un momento opportuno del periodo dell’anno, quando siamo invitati a rafforzare i legami con gli ebrei e a pregare per l’unità dei cristiani. Non si tratta di una mera coincidenza temporale: celebrare la Domenica della Parola di Dio esprime una valenza ecumenica, perché la Sacra Scrittura indica a quanti si pongono in ascolto il cammino da perseguire per giungere a un’unità autentica e solida. Le comunità troveranno il modo per vivere questa Domenica come un giorno solenne.

Sarà importante, comunque, che nella celebrazione eucaristica si possa intronizzare il testo sacro, così da rendere evidente all’assemblea il valore normativo che la Parola di Dio possiede. In questa domenica, in modo particolare, sarà utile evidenziare la sua proclamazione e adattare l’omelia per mettere in risalto il servizio che si rende alla Parola del Signore. I Vescovi potranno in questa Domenica celebrare il rito del Lettorato o affidare un ministero simile, per richiamare l’importanza della proclamazione della Parola di Dio nella liturgia» (Motu proprio “Aperuitillis”, n. 3).

  • Invito a consegnare alla Caritas le offerte raccolte per sostenere i nostri Centri di ascolto e l’Emporio della solidarietà che sono le nostre strutture per venire incontro alle necessità dei poveri,purtroppo in aumento.

Anche la Giornata per l’infanzia missionaria (6 gennaio) e la Giornata della lebbra (30 gennaio)sono occasioni che dovremo valorizzare perché la nostra fede si traduca in una carità sempre più generosa. Ammiro e ringrazio i molti volontari,tante persone attente e sensibili, le aziende e le ditte disponibili a donare quanto possono per sostenere le attività caritative.

  • Preghiamo anche per i sacerdoti, specialmente quelli anziani e malati. Il Signore li sostenga dando loro salute e serenità. Siamo loro vicini.

Preghiamo pure per la pastorale giovanile e vocazionale; impegniamoci tutti per accompagnare le persone al discernimento vocazionale. Viviamo un tempo di forte calo delle vocazioni al matrimonio cristiano, alla vita consacrata, al sacerdozio e al diaconato permanente. Gesù ci ha chiesto di pregare il Padrone della messe.

Giornata mondiale di lotta alla lebbra

LE MALATTIE DIMENTICATE NEL 2022 ESISTONO ANCORA. AIUTACI A CANCELLARLE PER SEMPRE.

L’ultima domenica di gennaio si celebra la GIORNATA MONDIALE DEI MALATI DI LEBBRA, un appuntamento internazionale di solidarietà. In Italia l’iniziativa è promossa da AIFO – Associazione italiana Amici di Raoul Follereau che, in 60 anni, grazie al sostegno di centinaia di migliaia di italiani, ha contribuito alla cura di oltre un milione di malati di lebbra, destinando più di 150 milioni di euro per lo sviluppo e la gestione di progetti sociosanitari nei paesi a basso reddito.

La lebbra non è una malattia del passato. È curabile ma se non viene diagnosticata precocemente e trattata in modo adeguato, può provocare disabilità permanenti e gravi. Nelle aree più povere del mondo, continua a colpire molte persone. Secondo recenti stime, sono oltre 200 mila i nuovi casi del morbo di Hansen registrati ogni anno. Tra questi, molti sono bambini. Nel 2017 sono stati registrati 211.009 casi di lebbra in tutto il mondo secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità. La Chiesa, nella sua storia, ha sempre fornito assistenza ai malati di lebbra e nel mondo gestisce oltre 640 lebbrosari.

La causa principale della diffusione di questa malattia continua ad essere la povertà. Altri fattori sono l’assenza di servizi sanitari e la scarsa alimentazione. A queste criticità si aggiunge lo stigma, il pregiudizio ancora diffuso per i segni che la malattia lascia sul corpo. Per combattere questa malattia che colpisce soprattutto i più poveri ed emarginati, si celebrerà domenica 31 gennaio 69.ma Giornata mondiale di lotta alla lebbra,istituita nel 1954 dallo scrittore e giornalista francese Raoul Follereau.

Amore contro lo stigma

Uno dei bisogni fondamentali nelle vite di coloro che sperimentano questa malattia devastante è l’amore”. Si deve porrefine a discriminazione, stigmatizzazione e pregiudizio”. Una terapia multifarmacologica e centri clinici specializzati, hanno dimostrato la loro efficacia nel trattare questa malattia. Tuttavia, nessuna istituzione può da sola rimpiazzare il cuore o la compassione umana, nel momento in cui bisogna andare incontro alla sofferenza dell’altro. Non sarà uno sforzo individuale a provocare la necessaria trasformazione di coloro che combattono la lebbra, bensì un lavoro condiviso di comunione e solidarietà. Soprattutto nei Paesi in cui la lebbra è una malattia endemica, possono fare molto, osserva inoltre il porporato, il potere dell’educazione e il contributo dell’accademia delle scienze.

Gesù e i lebbrosi

Gesù è stato per noi un modello per questo tipo di cura. Ciò che muoveva Cristo nel profondo nell’incontro con i lebbrosi deve ora ispirarci tutti, nella Chiesa e nella società.

Papa Francesco, riflettendo sulla guarigione del lebbroso ad opera di Gesù, ha indicato il potere e l’efficacia di Dio nel venire incontro al nostro desiderio più profondo di essere amati e accuditi. La misericordia di Dio, ha spiegato il Pontefice all’Angelus del 15 febbraio del 2015, “supera ogni barriera. “Non si pone a distanza di sicurezza”, ha affermato Francesco, “e non agisce per delega, ma si espone direttamente al contagio del nostro male”.

 

 

 

 

 

 

 

 

Giornata della Memoria

Giornata della Memoria viene celebrata il 27 gennaio ed è una ricorrenza internazionale. Ogni anno si commemora per ricordare le vittime dell’Olocausto.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite stabilì di celebrare il Giorno della Memoria ogni 27 gennaio per ricordare il 27 gennaio del 1945, giorno in cui le truppe dell’Armata Rossa dell’Unione Sovieticaliberarono il campo di concentramento di Auschwitz in Polonia.

Quel giorno l’esercito sovietico capeggiato dal maresciallo Ivan Konev giunse per primo nella città di Oświęcim più conosciuta come Auschwitz. Entrando all’interno dei cancelli del campo di concentramento liberò i superstiti. La scoperta del campo di concentramento di Auschwitz rivelò integralmente per la prima volta al mondo intero l’orrore dell’olocausto nazista, gli attrezzi di tortura e di annientamento adoperati in quel campo di sterminio nazista.

Prima dell’arrivo dell’Armata Rossa ad Auschwitz, 10 giorni prima, l’esercito tedesco era tragicamente indietreggiato trascinando con sè tutti i prigionieri i quali morirono durante la ritirata.

Il giorno della memoria è riferito al giorno della liberazione di Auschwitz anche se precedentemente altri campi di concentramento erano già stati liberati. Difatti il campo di concentramento di Majdanek, così come quelli di TreblinkaBelzec e Sobibor, erano stati liberati nel 1943 e nel 1944.

L’Italia dal canto suo ha formalmente istituito la commemorazione della giornata nello stesso giorno, per ricordare le vittime dell’Olocausto.

Lo Stato italiano con gli articoli 1 e 2 della legge 20 luglio 2000 n. 211 definiscono in questo modo le finalità e le celebrazioni del Giorno della Memoria:

«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere

Alla data del 1º gennaio 2018, l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah, lo YadVashem di Gerusalemme, Ente istituito per «documentare e tramandare la storia del popolo ebraico durante la Shoah, preservando la memoria di ognuna delle sei milioni di vittime, riconosceva “Giusti tra le Nazioni” 26 973 persone. Ovvero i non ebrei che durante l’olocausto si sono impegnati, a rischio della vita e senza nessun interesse economico, a soccorrere gli ebrei perseguitati. Tra questi ricordiamo Mons. Beniamino Schivo deceduto il 31 gennaio 2012.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ITINERARI DI PREPARAZIONE AL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO

Si comunica che a partire da gennaio 2022 saranno a disposizione i seguenti itinerari di preparazione alla vita

del matrimonio. Le date potrebbero subire variazioni in funzione dell’evoluzione della pandemia e delle

eventuali nuove disposizioni emanate dalla regione Umbria e del Governo nazionale.

ISCRIZIONI: Coloro che sono interessati a ricevere il sacramento del matrimonio devono iscriversi, mettendosi

in contatto preferibilmente con le famiglie dell’equipe o con i sacerdoti delle varie parrocchie.

 

2022

Zona Nord -San Giustino:

DATA INIZIO: Venerdì 14 Gennaio 2022, ore 21,

Presso i Locali della Parrocchia di San Giustino. Gli incontri avranno cadenza settimanale.

L’equipe è composta da:

Don Francesco Mariucci 3396518655

Fam. Rossi Riccardo e Stefania 3389797073

Fam. Taschini Mirco e Sara 3392158683

Fam. Tamborrino Giovanni e Paola 3661810513

Fam. Foiani Fabrizio e Luisa 3405592875

 

Zona centro – Zoccolanti

DATA INIZIO: 17 Gennaio 2022, ore 21,

Presso i Locali della Parrocchia degli Zoccolanti. Gli incontri avranno cadenza settimanale.

Fra Davide Bold 3401554735

Fra Giuseppe

Fam. Polenzani Luca e Stefania 3495332299

Fiorucci Stefania 3483924131

Fam. Bernicchi Andrea e Beatrice

XXXVI Giornata Mondiale della Gioventù 2021

“Vorrei ancora una volta prendervi per mano”: è la prima frase che Francesco scrive nel messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù, celebrata a livello diocesano il prossimo 21 novembre 2021, incentrata sul tema: “Alzati! Ti costituisco testimone di quel che hai visto”. Nel suo atteggiamento di padre, il Papa si pone accanto ai giovani per accompagnarli verso la Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona nel 2023 sul tema: “Maria si alzò e andò in fretta”. Li invita a soffermarsi sulla conversione di Paolo sulla via di Damasco, su quell’”Alzati” che Gesù pronuncia e che ancora oggi è un invito più vivo che mai.

La missione di testimoni della luce

E’ nelle ultime pagine del testo che Francesco chiede ad ogni giovane di non “piangerti addosso” perché c’è una missione da compiere, facendosi testimone di quello che si vive in ogni cuore: la fuga da Dio, il riconoscere comunque “un fuoco ardente” che è più forte di noi, sentirsi figli di un padre e quindi piccoli, aprirsi ad una prospettiva completamente nuova.

Alzati e testimonia la tua esperienza di cieco che ha incontrato la luce, ha visto il bene e la bellezza di Dio in sé stesso, negli altri e nella comunione della Chiesa che vince ogni solitudine.

Alzati e testimonia l’amore e il rispetto che è possibile instaurare nelle relazioni umane, nella vita familiare, nel dialogo tra genitori e figli, tra giovani e anziani.

Alzati e difendi la giustizia sociale, la verità e la rettitudine, i diritti umani, i perseguitati, i poveri e i vulnerabili, coloro che non hanno voce nella società, gli immigrati.

Alzati e testimonia il nuovo sguardo che ti fa vedere il creato con occhi pieni di meraviglia, ti fa riconoscere la Terra come la nostra casa comune e ti dà il coraggio di difendere l’ecologia integrale.

Alzati e testimonia che le esistenze fallite possono essere ricostruite, che le persone già morte nello spirito possono risorgere, che le persone schiave possono ritornare libere, che i cuori oppressi dalla tristezza possono ritrovare la speranza.

Alzati e testimonia con gioia che Cristo vive! Diffondi il suo messaggio di amore e salvezza tra i tuoi coetanei, a scuola, all’università, nel lavoro, nel mondo digitale, ovunque.

In pandemia, il dolore e la solidarietà dei giovani

Francesco nel suo messaggio ricorda le conseguenze della pandemia, la sofferenza e l’isolamento. “Vi siete trovati – scrive – in situazioni difficili, che non eravate abituati a gestire. Coloro che erano meno preparati e privi di sostegno si sono sentiti disorientati. Sono emersi in molti casi problemi familiari, come pure disoccupazione, depressione, solitudine e dipendenze. Senza parlare dello stress accumulato, delle tensioni ed esplosioni di rabbia, dell’aumento della violenza”. In questo scenario però è emersa anche la solidarietà, “in ogni parte del mondo abbiamo visto molte persone, tra cui tanti giovani, lottare per la vita, seminare speranza, difendere la libertà e la giustizia, essere artefici di pace e costruttori di ponti”.

“Quando un giovane cade, in un certo senso cade l’umanità. Ma è anche vero che quando un giovane si rialza, è come se si risollevasse il mondo intero. Cari giovani, quale grande potenzialità c’è nelle vostre mani!”

Nell’era di internet non tutti conoscono Gesù

La riflessione del Papa parte dalla conversione di Saulo, folgorato sulla via di Damasco. Gesù lo chiama con il suo nome perché conosce chi è, conosce l’odio che prova verso i cristiani ma il Signore vuole far conoscere la sua misericordia. “Sarà proprio questa grazia, questo amore non meritato e incondizionato, la luce – scrive – che trasformerà radicalmente la vita di Saulo”. Lui al sentire il suo nome chiede: “Chi sei, Signore?” Una domanda che tutti siamo chiamati a porci. “Non basta aver sentito parlare di Cristo da altri, è necessario parlare con Lui personalmente. Questo, in fondo, è pregare”. “Non possiamo dare per scontato che tutti conoscano Gesù, anche nell’era di internet”.

Gesù è la Chiesa

Nella risposta: “Io sono Gesù, che tu perseguiti!”, lui si identifica con la Chiesa, con i cristiani eppure spesso si sente dire: “Gesù sì, la Chiesa no”, come se l’uno potesse essere alternativo all’altra. “Non si può conoscere Gesù – sottolinea il Papa – se non attraverso i fratelli e le sorelle della sua comunità. Non ci si può dire pienamente cristiani se non si vive la dimensione ecclesiale della fede”.

Si può sempre ricominciare

A Saulo arriva il “dolce rimprovero” di Gesù che attende il suo ritorno. “Nel cuore di ognuno c’è come un fuoco ardente: anche se ci sforziamo di contenerlo, non ci riusciamo, perché è più forte di noi” e c’è anche se possiamo sembrare irrecuperabili.

Attraverso l’incontro personale con Lui è sempre possibile ricominciare. Nessun giovane è fuori della portata della grazia e della misericordia di Dio. Per nessuno si può dire: è troppo lontano… è troppo tardi… Quanti giovani hanno la passione di opporsi e andare controcorrente, ma portano nascosto nel cuore il bisogno di impegnarsi, di amare con tutte le loro forze, di identificarsi con una missione!

Farsi piccoli

Il varco che si apre nel cuore porta a scoprirsi smarriti, fragili, piccoli. “Questa umiltà – coscienza della propria limitatezza – è fondamentale! Chi pensa di sapere tutto di sé, degli altri e persino delle verità religiose, farà fatica a incontrare Cristo”. Saulo diventato cieco, inizia davvero a vedere, sceglierà di chiamarsi “Paolo” che significa “piccolo” ma, sottolinea Francesco, non è “un nickname” o un “nome d’arte” è la presa di coscienza di un cambiamento, di una prospettiva nuova.

Oggigiorno tante “storie” condiscono le nostre giornate, specialmente sulle reti sociali, spesso costruite ad arte con tanto di set, telecamere, sfondi vari. Si cercano sempre di più le luci della ribalta, sapientemente orientate, per poter mostrare agli “amici” e followers un’immagine di sé che a volte non rispecchia la propria verità. Cristo, luce meridiana, viene a illuminarci e a restituirci la nostra autenticità, liberandoci da ogni maschera. Ci mostra con nitidezza quello che siamo, perché ci ama così come siamo.

Attenzione alla violenza

E’ forte la preoccupazione del Papa sulla cecità di tanti giovani, sull’oscurità che rapisce e che li rende violenti verso se stessi e gli altri perché prigionieri di “ideologie distruttive”.

Quanti giovani oggi, forse spinti dalle proprie convinzioni politiche o religiose, finiscono per diventare strumenti di violenza e distruzione nella vita di molti! Alcuni, nativi digitali, trovano nell’ambiente virtuale e nelle reti sociali il nuovo campo di battaglia, ricorrendo senza scrupoli all’arma delle fake news per spargere veleni e demolire i loro avversari.

Ma “la logica divina può fare del peggior persecutore un grande testimone”, “il discepolo di Cristo è chiamato ad essere luce del mondo”.

Pellegrini e non turisti della fede

“Spero – scrive il Papa – che tutti noi possiamo vivere queste tappe come veri pellegrini e non come ‘turisti della fede’! Apriamoci alle sorprese di Dio, che vuole far risplendere la sua luce sul nostro cammino. Apriamoci ad ascoltare la sua voce, anche attraverso i nostri fratelli e le nostre sorelle. Così ci aiuteremo gli uni gli altri a rialzarci insieme, e in questo difficile momento storico diventeremo profeti di tempi nuovi, pieni di speranza!”

Il testo, firmato da Francesco nella Festa dell’Esaltazione della Santa Croce, si iscrive nel ciclo dei tre messaggi che accompagnano i giovani nel cammino tra la Gmg di Panama 2019 e la Gmg di Lisbona 2023, tutti incentrati sul verbo “alzarsi”.  Quest’anno, per la prima volta, l’edizione locale della Giornata Mondiale della Gioventù verrà celebrata nella Solennità di Cristo Re dell’Universo.