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Giornata di formazione Caritas regionale

Sabato 1 ottobre 2022 dalle 9.00  presso il Cenacolo Francescano, Santa Maria degli Angeli si terrà la Giornata di formazione Caritas regionale. 
Il tema dell’incontro: “Ogni giorno siamo chiamati tutti a diventare carezza di Dio”. 
PROGRAMMA
8.00/9.00 – ACCOGLIENZA/ISCRIZIONI (Volontari Caritas di Assisi)
9.00 – SALUTO DEL DELEGATO CEI: S.E.MONS. FRANCESCO SODDU
9.10 PREGHIERA, SALUTO DEL DIRETTORE REGIONALE
Relazione p. GIULIO MICHELINI “UN POPOLO DI POVERI IN CAMMINO”
10.20 GRUPPI DI LAVORO
13.00 PRANZO
15.00 RIPRESA DEI LAVORI: RELAZIONE GRUPPI DI LAVORO
16.00 TESTIMONIANZA
16.30 CELEBRAZIONE EUCARISTICA: presiede MONS. SODDU

Messaggio del Santo Padre per la 96ª Giornata Missionaria Mondiale

“Di me sarete testimoni”
Nel giorno dell’Epifania del Signore, giorno in cui si è celebra la Giornata dell’Infanzia Missionaria, è stato diffuso il messaggio di Papa Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale che celebreremo la penultima domenica di ottobre. Francesco scrive che “molti cristiani sono costretti a fuggire dalla loro terra” e che, con l’aiuto dello Spirito, “la Chiesa dovrà sempre spingersi oltre i propri confini, per testimoniare a tutti l’amore di Cristo”. Tema della Giornata: “Di me sarete testimoni” La Chiesa è per sua natura missionaria, evangelizzare è la sua identità. Gesù, prima di salire in Cielo, lascia ai suoi discepoli il mandato che è chiamata essenziale per tutti i cristiani: “Riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra”. Nel suo messaggio per la Giornata, Papa Francesco offre alcune riflessioni sulle parole chiave che descrivono la vita e la missione dei discepoli.
“Di me sarete miei testimoni”
Mi sarete testimoni: queste parole, scrive il Papa, sono “il punto centrale”: Gesù dice che tutti i discepoli saranno suoi testimoni e che “saranno costituiti tali per grazia” e “la Chiesa, comunità dei discepoli di Cristo, non ha altra missione se non quella di evangelizzare il mondo, rendendo testimonianza a Cristo”. Francesco fa quindi notare che l’uso del plurale: “sarete testimoni” indica “il carattere comunitario-ecclesiale della chiamata”. E prosegue:
Ogni battezzato è chiamato alla missione nella Chiesa e su mandato della Chiesa: la missione perciò si fa insieme, non individualmente, in comunione con la comunità ecclesiale e non per propria iniziativa. E se anche c’è qualcuno che in qualche situazione molto particolare porta avanti la missione evangelizzatrice da solo, egli la compie e dovrà compierla sempre in comunione con la Chiesa che lo ha mandato.
E’ Cristo, Colui che dobbiamo testimoniare
Papa Francesco cita le parole di san Paolo VI nell’Evangelii nuntiandi: “Evangelizzare non è mai per nessuno un atto individuale e isolato, ma profondamente ecclesiale”. Osserva poi che i discepoli “sono inviati da Gesù al mondo non solo per fare la missione, ma anche e soprattutto per vivere la missione; non solo per dare testimonianza, ma anche e soprattutto per essere testimoni di Cristo”.
I missionari di Cristo non sono inviati a comunicare sé stessi, a mostrare le loro qualità e capacità persuasive o le loro doti manageriali. Hanno, invece l’altissimo onore di offrire Cristo, in parole e azioni, annunciando a tutti la Buona Notizia della sua salvezza con gioia e franchezza, come i primi apostoli.
Francesco ricorda ancora san Paolo VI quando avvertiva che “l’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri”, afferma quindi che per la trasmissione della fede è fondamentale “la testimonianza di vita evangelica dei cristiani”, ma che “resta altrettanto necessario” l’annuncio della persona e del messaggio di Cristo. Scrive nel messaggio:
Nell’evangelizzazione, perciò, l’esempio di vita cristiana e l’annuncio di Cristo vanno insieme. L’uno serve all’altro. Sono i due polmoni con cui deve respirare ogni comunità per essere missionaria. Questa testimonianza completa, coerente e gioiosa di Cristo sarà sicuramente la forza di attrazione per la crescita della Chiesa anche nel terzo millennio. Esorto pertanto tutti a riprendere il coraggio, la franchezza, quella parresia dei primi cristiani, per testimoniare Cristo con parole e opere, in ogni ambiente di vita.
“Fino ai confini della terra”
La missione affidata ai discepoli ha un carattere universale, da Gerusalemme si allarga fino ‘all’estremità della terra’. E Francesco fa una precisazione: essi “non sono mandati a fare proselitismo, ma ad annunciare; il cristiano non fa

Consiglio Presbiterale del 14 settembre 2022

Venerdì 14 settembre 2022, alle ore 10.30 nella Sala dell’Episcopio, si è riunito il Consiglio Presbiterale per trattare i seguenti argomenti:
* Programmazione del cammino sinodale;
* Ritiri e formazione del Clero;
* Varie ed eventuali.
Il Vescovo introduce l’incontro tracciando un breve bilancio dei primi due mesi dall’inizio del suo ministero episcopale in Diocesi, evidenziando alcune priorità: i colloqui con i sacerdoti, la visita alle comunità religiose, la visita alle tre zone pastorali. A queste si aggiunge l’attenzione alla parte amministrativa, data la mancanza di un economo dopo la prematura scomparsa di Gianfranco Scarabottini.
Il nuovo anno pastorale, che sta iniziando, coincide anche con il primo anno del Cammino sinodale della Chiesa italiana dedicato all’ascolto. Seguirà poi l’anno di riflessione e infine l’anno di discernimento con le varie indicazioni condivise.
Dalla sintesi dei “gruppi sinodali”, svoltasi nel primo anno di ascolto (fase narrativa), erano emerse diverse aree di crisi: famiglia, formazione dei catechisti, giovani, linguaggio liturgico. Veniva inoltre sottolineata la mancanza di una fede vissuta; soprattutto in famiglia dove manca l’incontro concreto con il Signore. Una Chiesa vista e percepita soltanto come agenzia educativa, con l’assenza di una visione teologica.
In linea con lo stile sinodale, dopo l’incontro con il Clero mercoledì 21 settembre, si condivide di programmare per il mese di ottobre in ognuna delle tre zone pastorali della Diocesi un’assemblea aperta a tutti per riflettere sui cosidetti “Cantieri di Betania”. Il testo – che ha come icona biblica di riferimento l’incontro di Gesù con Marta e Maria, nella casa di Betania – presenta tre cantieri: quello della strada e del villaggio, quello dell’ospitalità e della casa e quello delle diaconie e della formazione spirituale. Questi cantieri potranno essere adattati liberamente a ciascuna realtà, scegliendo quanti e quali proporre nei diversi territori. A questi, ogni Chiesa locale potrà aggiungerne un quarto che valorizzi una priorità risultante dalla propria sintesi diocesana.
È ancora tanto necessario ascoltare per capire, perché tanti non si sentono ascoltati; per comprendere le urgenze, per sentire le sofferenze, sempre solo per annunciare il Signore Gesù, in quella conversione pastorale e missionaria che ci è chiesta. Si tratta, dunque, di una grande opportunità per aprirsi ai tanti ‘mondi’ che guardano con curiosità, attenzione e speranza al Vangelo di Gesù.
Circa la catechesi, infine, si apprezza il notevole sforzo che le Parrocchie e i catechisti hanno messo in atto in questi difficili mesi. Il Consiglio Presbiterale accoglie ed appoggia fortemente la richiesta dell’Ufficio Catechistico circa una necessaria formazione dei catechisti nei mesi di ottobre-novembre, per poi iniziare gli incontri con i bambini/ragazzi nel tempo di Avvento, seguendo così il percorso dell’anno liturgico

Sac. Alberto Gildoni
Segretario del Consiglio Presbiterale

… IL NOSTRO CAMMINO

Sorelle e fratelli nel Signore,
Il mese di ottobre ci introduce al cammino ecclesiale del nuovo anno pastorale e ci invita ad allungare lo sguardo verso i fratelli che non hanno ancora ascoltato e accolto con la loro vita l’annuncio eterno dell’amore di Dio per ciascuno di noi. La Chiesa nasce dall’incontro con il Risorto che ci riconcilia con Dio Padre ed è mandata nel mondo, ad ogni creatura, perché a nessun uomo sfugga quanto grande sia il dono di grazia e di misericordia che abbiamo ricevuto gratuitamente dal Signore.
Questo annuncio, che fa esplodere di gioia il cuore di chi incontra Gesù, è nascosto nel cuore di ogni figlio di Dio, anche se non è consapevole, ed è il desiderio più vero e profondo che ognuno porta nel profondo della su esperienza di vita. Per questo la missione di testimoniare il Vangelo fino agi estremi confini della terra è tutt’altro che finita o non necessaria. Ci sono popoli del mondo che attendono ancora di essere raggiunti da questa potente luce di salvezza. Chi ascolta questo grido sommerso dalle grida del mondo? La nostra Chiesa, che ha vissuto una lunga e fruttuosa stagione di invii missionari, oggi sembra divenuta muta, sterile, timorosa, e preoccupata solo di se. C’è bisogno di rimettersi in ascolto dello Spirito di Dio che guida la Chiesa, apre nuove strade per favorire l’incontro tra Dio e il suo popolo, e mette nel cuore dei credenti il fuoco della missione.
Lo Spirito sta suggerendo di rimetterci in stato di missione permanente anche qui in occidente, in Italia, in Umbria, e nelle nostre Diocesi di Città di Castello e Gubbio, perché il seme del Vangelo, che è stato seminato abbondantemente nei secoli di storia cristiana di questi territori, oggi non produce più frutti di vita nuova. A fronte di molteplici, importanti e significative tradizioni, a cui siamo ancora molto affezionati, la vita di ogni giorno, le scelte personali e comunitarie, la testimonianza di carità che nasce dall’incontro con Gesù, sembrano essersi intiepidite, quando non addirittura si esprimono in contrasto con la parola del Vangelo.

La fede nel Signore risorto, e l’appartenenza alla comunità dei discepoli del Maestro Gesù, non possono più essere date per scontate, ne tanto meno pretese, come se la vita cristiana non fosse un cammino, e come tale abbia bisogno di essere sostenuto, custodito, alimentato, con il rischio che vada incontro a deviazioni, rallentamenti, arresti e incidenti di percorso. Ogni seme di grazia che Dio lascia nel terreno della nostra esistenza va protetto e accompagnato perché cresca a porti frutto. C’è oggi un forte bisogno nelle nostre comunità di prenderci cura dei cammini personali di chi ha incontrato Gesù perché trovino pascoli abbondanti dove nutrirsi. Ma ancora di più c’è bisogno di attraversare e condividere la vita quotidiana di tanti nostri fratelli e sorelle prima di tutto per ascoltare il loro vissuto e accoglierlo, per poi narrare con grande umiltà cosa il Signore ha compiuto nella nostra vita affinché la parola risuoni nei cuori e divenga eco della presenza di Dio che già opera nel cuore di tutti.
La missione oggi è a tutto campo e rispecchia lo stile missionario di Gesù: vicinanza, tenerezza e compassione per ogni uomo. Per questo le nostre comunità nel territorio sono chiamate a ristrutturarsi e attrezzarsi per questa missione nuova. È questo infondo il percorso che ci suggerisce il secondo anno di Cammino Sinodale che con tutta la Chiesa italiana stiamo cominciando e che come Diocesi ci coinvolgerà profondamente nei prossimi tre anni. Per rimanere fedeli al mandato missionario del risorto possiamo solo continuare a seguire Gesù, il missionario del Padre, che desidera continuare la sua missione attraverso la comunità ecclesiale. E per seguire Gesù, il Maestro, possiamo solo metterci in ascolto umile della voce dello Spirito Santo. Egli ci rinnoverà e ci guiderà a donare la nostra vita per la salvezza dei fratelli.
Questa che stiamo vivendo è una stagione entusiasmante della Chiesa e per la nostra fede se solo la guardiamo con gli occhi di Dio e ci lasciamo prendere per mano dal suo Santo Spirito. Uniamo la nostra preghiera e apriamo i cuori ad un cammino che possiamo compiere solo insieme.

don Luciano, vescovo

 

 

 

L’ Ufficio diocesano per l’Evangelizzazione e la Catechesi propone all’inizio dell’anno pastorale un corso di formazione rivolto a tutti i catechisti ed operatori pastorali della nostra diocesi.
Tale iniziativa è stata fatta per cercare di dare risposta alle numerose richieste ricevute da parte dei catechisti e alle sollecitazioni a riguardo emerse nella prima fase di ascolto del Sinodo delle Chiese che sono in Italia. Più avanti, il programma completo.  Come l’anno scorso, sarà ancora il Pontificio Seminario Umbro “Pio XI” di Assisi ad ospitare giovedì 13 ottobre la “Giornata regionale del Clero” promossa dalla Conferenza episcopale umbra. L’appuntamento è rivolto ai sacerdoti delle otto diocesi della Regione e ai membri di comunità di vita consacrata, diaconi e seminaristi. Relatore sarà Don Michele Gianola, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale delle vocazioni e sottosegretario della Conferenza episcopale italiana. A lui è stato chiesto di aiutare quanti parteciperanno a riflettere sul tema della vocazione, in
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particolare la chiamata al ministero ordinato. Più avanti il programma e le modalità di iscrizione.  Martedì 4 ottobre, Festa di San Francesco d’Assisi, Patrono di Italia. Non sarà una regione ad offrire l’olio per la lampada votiva sulla tomba di San Francesco d’ Assisi. Quest’ anno l’invito è stato rivolto alla Conferenza Episcopale Italiana. Sarà un momento di gratitudine per quanti stanno aiutando il popolo italiano a far fronte agli effetti della pandemia. Sarà anche occasione per una preghiera speciale per l’Italia e per la pace. Nelle parrocchie di San Francesco e di San Giovanni Battista, secondo il programma che troverete più avanti, ci saranno le celebrazioni per il Transito e la Festa del giorno. Alle ore 21.00, nella di San Francesco, ci sarà Veglia di preghiera promossa dalla Pastorale giovanile diocesana.  Il mese di ottobre è dedicato in modo particolare alle Missioni cattoliche nel mondo, alla loro conoscenza e al loro sostegno. Siamo chiamati a ravvivare insieme la dimensione missionaria di ogni battezzato e di tutta la Chiesa. Il primo appuntamento è per i Centri Missionari diocesani, nel pomeriggio del 9 ottobre a Gubbio per iniziare insieme il cammino di questo mese sotto la protezione di Santa Teresa di Lisieux, patrona delle missioni. Di seguito la locandina. Giovedì 20 ottobre alle ore 20:45 in Cattedrale avrà luogo la Veglia di preghiera missionaria. Come Chiesa diocesana, preghiamo per coloro che il Signore chiama e invia come missionari in nazioni non ancora evangelizzate. Tra queste persone ricordiamo con gratitudine i missionari e le missionarie della nostra diocesi ed anche i missionari e le missionarie provenienti da altri Paesi e che ora sono qui in mezzo a noi per aiutare la nostra Chiesa. La Giornata Missionaria Mondiale 2022 che si celebra domenica 23 ottobre, trova il suo principale riferimento tematico nel messaggio di Papa Francesco che porta il titolo «Di me sarete testimoni» (At 1,8). Un messaggio molto bello, che possiamo leggere in allegato e che merita la nostra meditazione personale e la diffusione nelle nostre comunità.
 Mercoledì 26 ottobre Preti e Diaconi si riuniranno per il consueto incontro mensile di formazione e condivisione fraterna. Luogo del ritrovo sarà … con inizio alle ore 9,30 e a seguire per chi vuole anche la possibilità di fermarsi a pranzo insieme.

Restauro dell’affresco “Madonna delle Grazie” di Nemo Sarteanesi

Martedì 20 settembre scorso nel Salone Gotico del Museo Diocesano è stato presentato con una pubblica cerimonia, il lavoro di restauro dell’affresco raffigurante La Madonna delle Grazierealizzato nel 1954 dal tifernate prof. Nemo Sarteanesi (1921-2009),collocato sopra il portone d’ingresso del Palazzo vescovile di Città di Castello. Presente per l’occasione S. E. Luciano Paolucci Bediniche ha salutato tutti i presenti e ringraziato per il sostegno economico l’Associazione per la Tutela e Conservazione dei Monumenti dell’Alta Valla del Tevere e la sua Presidente Catia Cecchetti e il Club Inner Wheel di Città di Castello e la sua Presidente Adele Lanzuolo.Cecchetti ha ringraziato della presenza i consiglieri e soci dell’Associazione ricordandonegli obiettivi e cioè il recupero e la valorizzazione del patrimonio Altotiberino. (Art. 3 dello Statuto).  Questo intervento si inserisce nella lista dei restauri già promossi dall’Associazione negli anni passati: dall’affresco raffigurante la Cieca della Metola sempre di Nemo Sarteanesi nella Cappella omonima del Cimitero monumentale tifernate, al ritratto  del Vescovo Muzi, opera affrescata da Alvaro Sarteanesi, fratello di Nemo esso stesso socio fondatore dell’Associazione e realizzata sopra il portone d’ingresso del Chiostro di San Domenico a Città di Castello. Lanzuolo ha ringraziato per l’opportunità offerta al Club tifernate di poter contribuire concretamente alla salvaguardia del patrimonio culturale di cui Nemo Sarteanesi è un esponente di spicco. L’artista si è formato a Firenze alla scuola di Felice Carena, è stato artista sensibile e fine conoscitore del panorama pittorico classico e contemporaneo tanto da realizzare questo affresco con una riproposizione della Madonna delle Grazie straordinariamente innovativa. L’opera in questione doveva essere originariamente collocata all’esterno della Torre civica dove un tempo si trovata un affresco del cortonese Luca Signorelli di cui oggi rimane un frammento della testa del San Paolo nella Pinacoteca comunale a causa del rovino terremoto del 1789.  L’artista non solo conosceva bene questa opera di uno dei più significativi pittori rinascimentali ma anche un’altra, quella della Madonna delle Graziedi Giovanni da Piamonte conservata nella Cappella omonima nel Santuario tifernate: pittura di sicuro riferimento grazie alla quale Sarteanesi ha elaborato forme e colori propri della sua più intima formazione.

Un saluto ai presenti è stato fatto dall’Assessore alle Politiche culturali del Comune tifernate Michela Botteghi la quale ha elogiato lo sforzo di salvaguardia del patrimonio cittadino apprezzato da turisti e residenti per la sua ricchezza e per il suo straordinario valore.

Ad illustrare l’intervento di recupero Laura Zamperoni, restauratrice accreditata e consigliera dell’Associazione. Ha evidenziato alcune straordinarie scoperte emerse durante l’intervento quali la firma e la data dell’opera ma anche una lacrima nel volto della Vergine e impronte della mano dell’artista in alcune parti dell’affresco.Il dipinto realizzato in otto giornate da Sarteanesi è stato recuperato con maestria e letteralmente salvato in alcune parti veramente deteriorate dal tempo e dalle intemperie. I lavori realizzati nel mese di agosto, hanno visto la supervisione della locale Sovrintendenza con il sopralluogo del funzionario di zona Gianluca Delogu che ne ha approvato gli interventi e le tecniche esecutive di restauro.

Presenti in sala anche il figlio di Nemo Sarteanesi Tiziano: quest’ultimo ha ricordato la figura del padre come artista delicato e legato alla sua città tanto da farsi portavoce delle temperie artistiche con una sua produzione ricca e innovativa che ha riguardato la fotografia,  la grafica, i restauri e la costituzione insieme con l’amico Alberto Burri della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di cui è stato Presidente. Nemo è stato tra i soci fondatori dell’Associazione insieme con altre figure note tifernati quali il fratello Alvaro Sarteanesi ed anche Alberto Burri.

Cecchetti ha ricordato anche Chiara Sarteanesi figlia di Nemo impossibilitata ad essere presente all’appuntamento odierno figura anch’essa importante nel panorama culturale locale e non, ha ringraziato la ditta CESA di Nicola Falcini per l’utilizzo dell’impalcatura necessaria all’intervento di restauro e ma anche per la presenza Luigi Chieli Presidente del Circolo culturale “Luigi Angelini”, Alessio Tomassucci Presidente del Rotary Club, Paolo Bocci presidente dell’Associazione Chiese storiche, Gregorio Battistoni Presidente di Atlante Cooperativa e Gaetano Zucchini Presidente della Caritas diocesana.

Al termine della presentazione il pubblico presente si è mosso verso la piazza dove si è potuto ammirare ai piedi del Palazzo vescovile il  restauro effettuato ammirandolo dal vivo.

Al temine si è tenuto un brindisi offerto dall’Club Inner Wheel ben augurale e volto alla realizzazione di altri interventi di recupero e di salvaguardia del nostro ricco e straordinario patrimonio artistico culturale.

Associazione Chiese Storiche – Visite guidate gratuite

I volontari dell’Associazione Chiese Storiche  saranno a disposizione delle persone interessate a visitare la basilica Cattedrale e la chiesa di San Francesco nei giorni:

 3/10/17 settembre ore 11.00/12.30 Basilica Cattedrale

2/9 settembre ore 17.00/19.00 – Chiesa di San Francesco

Ogni percorso durerà circa 15 minuti.

Le visite guidate avranno l’obbiettivo di far conoscere questi due edifici di culto unici e particolari che hanno segnato la storia religiosa, civile e artistica della città e della valle.

I volontari non sono guide professioniste, ma persone che si mettono a disposizione di chi vorrà conoscere questi scrigni in cui convivono fede, arte e storia.

Uno o più gruppi interessati alla visita, in date diverse da quelle sopra indicate, potranno rivolgersi alla segreteria dell’associazione per concordare giorno e ora (indirizzo email: beniculturali@diocesidicastello.it).

San Ventura, sacerdote e martire Memoria

Rettore, nel XIII secolo, della chiesa di San Bartolomeo a Valdipetrina, fu sacerdote pio e zelante. Secondo la tradizione locale un giorno si imbatté in un taglialegna che bestemmiava. Ventura lo corresse, ma l’uomo, infuriato, uccise il sacerdote con un colpo d’ascia nascondendo poi il corpo insanguinato sotto un mucchio di pietre. Il corpo venne trovato dopo molti giorni e fu sepolto nella chiesa. Da quel momento la chiesa di San Bartolomeo prese il nome di San Ventura.

Tutti gli agiografi collocano il martirio al 7 settembre 1250. Nel XVII secolo il culto di san Ventura venne rilanciato dal vescovo Giuseppe Sebastiani, che provvide a una ricognizione canonica del corpo e, nel 1684, al suo trasferimento della chiesa del Seminario Vescovile, dove tutt’ora è conservato all’interno di un’urna realizzata nel 1952 e conservata sotto l’altare maggiore. Al 1952 risale anche l’attuale sistemazione dell’insigne reliquia, con la maschera in cera (opera di Romolo Bartolini) che lascia vedere la ferita mortale nel cranio.

 

Sant’Albertino da Montone, abate Memoria

Albertino nasce a Montone nella prima metà del secolo XIII. Accolta la vocazione monastica entra nell’eremo di Fonte Avellana, che dal 1192 possiede alcune terre proprio presso Montone. Nell’eremo del Monte Catria Albertino è documentato come priore dal 1265 al 1294. È proprio in alcuni capitoli della regola di san Benedetto, professata a Fonte Avellana, che si possono individuare i testi ispiratori della vita di Albertino:  ad esempio, il capitolo 72 – che invita i monaci a stimarsi reciprocamente, a sopportare con pazienza le debolezze gli uni degli altri, a gareggiare nell’obbedienza vicendevole, a cercare ciò che è utile per l’altro – potrebbe avere influito su Albertino, diventato il “grande conciliatore”.

Fu anche priore maggiore della congregazione avellanita. Albertino è ricordato come autentico promotore di pace. Come priore maggiore, infatti, continua il servizio dei monaci alla popolazione attraverso una radicale opera di promozione della pace. È questa la specificità di Albertino, la cui azione si innesta in una già lunga tradizione di carità operosa. Albertino interviene sia per ricomporre le liti dell’eremo con altri monasteri o castelli della zona, sia per pacificare i comuni della zona dilaniati dalle lotte politiche, che in quel tempo sfociavano in contrasti armati che oggi chiameremmo guerre civili.

Albertino ha saputo accogliere le “nuove realtà” del suo tempo – il formarsi dei comuni, un certo anelito alla libertà da parte dei contadini, la diffusione degli Ordini mendicanti – non in quanto uomo dotato di “realismo politico”, bensì in quanto monaco. Dalla saggezza della Regola bene aveva imparato a “sopportare con pazienza” i disagi dei cambiamenti nella società e nella Chiesa, con i loro riflessi inevitabili sulla vita della propria comunità. Ma a questa capacità di “sopportare” si univa anche la sua disponibilità a “cercare l’utilità altrui” – cioè di tutti – piuttosto che intestardirsi a difesa dei diritti secolari della sua Congregazione monastica.

Secondo una tradizione avrebbe rinunciato alla carica di vescovo di Osimo per umiltà e per amore alla solitudine. Morì a Fonte Avellana il 13 aprile 1294 dove il suo sepolcro è meta continua di pellegrinaggi che ne invocano l’intercessione.

Corsi di formazione promossi dall’ Associazione Chiese Storiche

Il 16 settembre alle ore 17,30, presso la ex chiesa di S. Giovanni Decollato, inizieranno i corsi di formazione promossi dall’Associazione Chiese Storiche.
La prima lezione sarà: La Chiesa a Città di Castello dall’anno mille alla fine del Medioevo, relatore don Andrea Czortek- professore di Storia presso l’Istituto Teologico di Assisi.
Per il calendario dei corsi si rinvia alla locandina qui allegata. Per l’iscrizione si seguirà la prassi già sperimentata nei precedenti appuntamenti: o presso la libreria del Sacro Cuore e per i soci anche mediante l’invio di una email alla segreteria.
Invito tutti, oltre che a partecipare, a farsi parte attiva per far conoscere questa iniziativa a più persone possibili.

PROGRAMMA DEI CORSI 2022