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“La Cattedrale: origini storiche e vicende costruttive” – Prima lezione – Video

L’Associazione CHIESE STORICHE di Città di Castello, anche quest’anno, ha programmato una serie di corsi di approfondimento, rivolto ai soci e alle persone interessate.

Di seguito il video del primo incontro:
“La Cattedrale: origini storiche e vicende costruttive”
Docenti: don Alberto Gildoni / ing. Giovanni Cangi
 Il corso è gratuito. Per partecipare è necessario essere iscritti per il 2022 alla nostra Associazione.

Annuncio del nuovo vescovo

Cattedrale – 7 maggio 2022
Carissimi fratelli e sorelle, Vi ho convocato qui nella cattedrale per una comunicazione molto importante per la nostra Chiesa tifernate e per il nostro territorio, specialmente per i sette comuni che fanno parte della nostra diocesi. Iniziamo con una preghiera, chiedendo l‘intercessione dei nostri patroni le cui reliquie sono qui, insieme ai tanti vescovi che hanno guidato questa nostra Chiesa. La comunicazione, a firma del Nunzio apostolico Emil Paul Tscherrig, è la seguente. “Eccellenza Domenico Cancian, mi reco a premura di comunicarle che il Santo Padre ha nominato
Vescovo di Città di Castello S. E. Mons. Luciano Paolucci Bedini, vescovo di Gubbio, unendo “in persona episcopi” le Sedi di Città di Castello e di Gubbio.
Desidero in questa occasione rivolgerle i miei più profondi e cordiali sentimenti di gratitudine per quanto da lei svolto negli ultimi anni in qualità di guida per la comunità che è in Città di Castello, per il costante impegno e la dedizione profusi, ad immagine di Cristo, buon Pastore.
La notizia del provvedimento pontificio sarà resa pubblica alle ore 12:00 di sabato 7 maggio 2022, e fino a quel momento deve rimanere, com’è noto, sub segreto pontificio.
Con sensi di profondo ossequio Nunzio Apostolico Emil Paul Tscherrig” In contemporanea il cardinal Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi, mi ha nominato
“Amministratore Apostolico della Diocesi di Cittá di Castello”. ll vescovo Luciano Paolucci Bedini ha inviato un messaggio di saluto alla Chiesa di Città di Castello. Ve lo leggo.
ALLA CHIESA-SPOSA DI CITTA’ DI CASTELLO  7 maggio 2022 Sorelle e fratelli carissimi della Santa Chiesa di Dio che è in Città di Castello, Pace a voi!
Nel giorno in cui vi giunge la notizia che il Santo Padre ha voluto affidare alla mia persona la guida e la custodia della vostra antica e nobile Diocesi vi invio un saluto carico di affetto e tremore per la grande responsabilità che mi spetta. Al tempo stesso, il cuore è colmo di gioia e gratitudine per il dono e la grazia che mi permettono di servire ancora la Chiesa in umiltà e semplicità.
Con voi saluto e ringrazio il Vescovo Domenico, che vi ha guidato in questi anni con la sua saggezza di  Padre e l’esempio di una vita donata per amore a servizio della misericordia di Dio. La sua accoglienza fraterna per me e il suo esempio di pastore buono tra voi sono la migliore indicazione per il mio ministero. Penso a voi tutti come il popolo santo di Dio che vive della grazia della Pasqua e testimonia in queste terre benedette la gioia e i frutti della vita nuova di Gesù risorto.
Vorrei poter visitare ogni casa ed incontrare ciascuno dentro la sua storia per cogliere i tratti della visita del Signore e poter condividere la consolazione della sua bontà.
Il mio saluto più caro è, prima di tutto, per le famiglie. Tutte le famiglie, a partire da quelle che portano il peso di una sofferenza e di un dolore, o faticano nelle umiliazioni della povertà e della solitudine. Aiutiamoci ad ascoltare il cuore di tutti e cerchiamo insieme di non lasciare solo nessuno. Il corpo della Chiesa è intessuto dei colori e delle storie delle nostre famiglie in cui tutti troviamo casa: i nonni e gli anziani, i padri e le madri, i piccoli e i giovani. Tra voi saluto i fratelli presbiteri e diaconi, guide e servi di questo santo popolo, che accompagnano le
vostre comunità e il cammino di tanti. Sentitemi vostro fratello e padre, ma prima di tutto servo, per incoraggiarvi e sostenervi nel ministero che condividiamo a favore di questa bella Sposa.
Alle sorelle e ai fratelli di vita consacrata invio la mia benedizione per la loro testimonianza di fedeltà e di amore a Dio. Coinvolgetemi nelle vostre storie di grazia e di santità a beneficio di tanti sorelle e fratelli. Saluto cordialmente le autorità civili e militari con cui avrò l’onore di collaborare per il bene comune, e l’onere di condividere con tutti e con ciascuno la responsabilità per le comunità che la storia ci affida.Con la Diocesi di Gubbio siamo chiamati d’ora in poi a camminare insieme come Chiese sorelle, nell’ascolto attento della voce dello Spirito Santo per rimanere fedeli alla missione che Dio ci ha affidato. Il ignore che ama e custodisce la storia e la testimonianza di queste due porzioni elette del suo popolo santo ci educhi e ci insegni a conoscerle, amarle e servirle con umiltà e con gioia. “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Matteo 10,8). Altro non so, e non so insegnarvi, carissimi, se non quello che anch’io ho ricevuto in dono: la meraviglia della vita, la grazia della fede e la potenza dell’amore. Tutto abbiamo ricevuto gratuitamente da Dio, tanto possiamo donare gratuitamente al mondo. Facciamolo insieme!
In attesa di incontrarvi presto mi affido con tutti voi alla potente intercessione dei nostri santi: la Madonna delle Grazie protegga con sguardo materno
i nostri borghi e le nostre città, ci infiammi la testimonianza luminosa dei Santi martiri Crescenziano e compagni, i Santi Florido, Amanzio e Donnino ci insegnino la bellezza della Chiesa sinodale,
ci alleni all’amore senza misura Santa Veronica Giuliani, ci sostenga nelle nostre debolezze e miserie Santa Margherita, ci contagino la gioia e il coraggio del Beato Vescovo Carlo Liviero.

don Luciano Paolucci Bedini  Faccio alcune considerazioni Insieme a tutti voi, clero, religiosi e laici, accolgo con spirito di fede e obbedienza questa disposizione del Papa. Non è questo un semplice atto amministrativo, è un atto del Magistero Pontificio per il bene della nostra comunità. E come tale vogliamo accoglierlo. Esprimiamo tutta la nostra benevola e cordiale accoglienza al vescovo Luciano che con generosità ha detto il suo Sì al Signore, assumendosi la responsabilità di guidare la Chiesa Tifernate, oltre a quella di Gubbio, di cui è pastore dal 19 settembre 2017.
Nato a Jesi nel 1968, ordinato sacerdote ad Ancona nel 1995, dopo la licenza in teologia pastorale è stato direttore dell’ufficio catechistico diocesano e regionale, rettore del Pontificio Seminario Regionale Umbro ”Pio XI” di Ancona. Lo ringraziamo di cuore perché assume questo nuovo servizio con semplicità e disponibilità, umiltà e coraggio, come abbiamo ascoltato dal suo bel messaggio. Ho fiducia che con l‘aiuto dello Spirito Santo, con le notevoli capacità umane e pastorali del vescovo Luciano e con la piena collaborazione di tutto il popolo tifernate, si possano superare le difficoltà inerenti al diverso contesto sociale, culturale e pastorale delle due diocesi chiamate a camminare insieme come sorelle “in persona episcopi”. Nel tempo in cui la Chiesa universale è sfidata a vivere ancor più la sinodalità, vogliamo credere e impegnarci a far sì che le diversità culturali e storiche diventino ricchezza di fraternità mettendo in atto una collaborazione pastorale innovativa e condivisa. In un tempo, come il nostro, di grandi cambiamenti, accompagnati da indicibili sofferenze come le guerre in atto e la pandemia, la disposizione del Papa può diventare uno stimolo per vivere ancora meglio “comunione, partecipazione e missione” come ci chiede il cammino sinodale. Sempre con lo scopo di testimoniare
oggi, in questa nostra terra benedetta, la pace e la speranza della Pasqua di Gesù crocifisso e risorto per tutti. Così possiamo risvegliare la fede viva e l’amore operoso, sull’esempio dei nostri Santi, quelli già in cielo e le tante persone che in mezzo a noi vivono in modo ammirevole, mettendosi a servizio degli altri con pazienza e umile dedizione.
In questo sicuramente ci aiuteranno i patroni Sant‘Ubaldo, la cui Festa è in corso, insieme a Florido e Amanzio, unitamente ai tanti santi e sante che le due Chiese lungo i secoli hanno generosamente offerto. Il vescovo Luciano ci dirà in seguito il giorno del suo ingresso per prendere possesso della Chiesa Tifernate come pastore e guida.
Il primo incontro con Lui e il clero tifernate avrà luogo a Canoscio nel ritiro di mercoledì prossimo 11 maggio. Approfitto per ringraziare il popolo di Dio che è in Città di Castello e la comunità civile con le rispettive amministrazioni che insistono nel territorio diocesano. Sinceramente in questi quasi 15 anni, che ho avuto la grazia di servire questa bella Chiesa, mi sono sentito accolto
e accompagnato da tutti voi. Insieme abbiamo condiviso momenti belli e sofferenze a volte drammatiche. Così è nato un rapporto di amicizia e di stima che non verrà meno. Seppure fra non molto non sarò qui fisicamente tra voi, sono certo che l’affetto reciproco resterà nei nostri cuori. Insieme abbiamo cercato di attuare il comandamento di Gesù “Amatevi come io vi ho amato” che ho scelto come motto episcopale. A questo punto mi sembra appropriato concludere leggendo il Vangelo di domani, domenica IV di Pasqua, Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni.
Dal Vangelo di Giovanni. “In quel tempo, Gesù disse: “Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola”.
Parola del Signore.
Vogliamo sentire rivolte a noi le parole di Gesù risorto che in questo tempo pasquale sono spesso risuonate: “Pace a voi! Non abbiate paura. Io sono con voi”.
La Madonna, molto venerata specialmente nel mese di maggio a Lei dedicato, ci accompagni nella nuova tappa del cammino ecclesiale! Padre nostro…

Città di Castello, 7 maggio 2022
+ Domenico Cancian fam
Amministratore Apostolico

Messaggio del vescovo Luciano Paolucci Bedini alla Chiesa di Città di Castello

ALLA CHIESA-SPOSA DI CITTÀ DI CASTELLO
7 maggio 2022
Sorelle e fratelli carissimi della Santa Chiesa di Dio che è in Città di Castello, Pace a voi!
Nel giorno in cui vi giunge la notizia che il Santo Padre ha voluto affidare alla mia persona la guida e la custodia della vostra antica e nobile Diocesi vi invio un saluto carico di affetto e tremore per la grande responsabilità che mi spetta. Al tempo stesso, il cuore è colmo di gioia e gratitudine per il dono e la grazia che mi permettono di servire ancora la Chiesa in umiltà e semplicità.
Con voi saluto e ringrazio il Vescovo Domenico, che vi ha guidato in questi anni con la sua saggezza di Padre e l’esempio di una vita donata per amore a servizio della
misericordia di Dio. La sua accoglienza fraterna per me e il suo esempio di pastore buono tra voi sono la migliore indicazione per il mio ministero.
Penso a voi tutti come il popolo santo di Dio che vive della grazia della Pasqua e testimonia in queste terre benedette la gioia e i frutti della vita nuova di Gesù risorto.
Vorrei poter visitare ogni casa ed incontrare ciascuno dentro la sua storia per cogliere i tratti della visita del Signore e poter condividere la consolazione della sua bontà.
Il mio saluto più caro è, prima di tutto, per le famiglie. Tutte le famiglie, a partire da quelle che portano il peso di una sofferenza e di un dolore, o faticano nelle umiliazioni della povertà e della solitudine. Aiutiamoci ad ascoltare il cuore di tutti e cerchiamo insieme di non lasciare solo nessuno. Il corpo della Chiesa è intessuto dei colori e delle storie delle nostre famiglie in cui tutti troviamo casa: i nonni e gli anziani, i padri e le madri, i piccoli e i giovani.
Tra voi saluto i fratelli presbiteri e diaconi, guide e servi di questo santo popolo, che accompagnano le vostre comunità e il cammino di tanti. Sentitemi vostro fratello e padre, ma prima di tutto servo, per incoraggiarvi e sostenervi nel ministero che condividiamo a favore di questa bella Sposa. Alle sorelle e ai fratelli di vita consacrata invio la mia benedizione per la loro
testimonianza di fedeltà e di amore a Dio. Coinvolgetemi nelle vostre storie di grazia e di santità a beneficio di tanti sorelle e fratelli.
Saluto cordialmente le autorità civili e militari con cui avrò l’onore di collaborare per il bene comune, e l’onere di condividere con tutti e con ciascuno la responsabilità per
le comunità che la storia ci affida. Con la Diocesi di Gubbio siamo chiamati d’ora in poi a camminare insieme come Chiese sorelle, nell’ascolto attento della voce dello Spirito Santo per rimanere fedeli alla missione che Dio ci ha affidato. Il Signore che ama e custodisce la storia e la testimonianza di queste due porzioni elette del suo popolo santo ci educhi e ci insegni
a conoscerle, amarle e servirle con umiltà e con gioia.
“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Matteo 10,8). Altro non so, e  on so insegnarvi, carissimi, se non quello che anch’io ho ricevuto in dono: la meraviglia della vita, la grazia della fede e la potenza dell’amore. Tutto abbiamo ricevuto gratuitamente da Dio, tanto possiamo donare gratuitamente al mondo. Facciamolo insieme!
In attesa di incontrarvi presto mi affido con tutti voi alla potente intercessione dei nostri santi: la Madonna delle Grazie protegga con sguardo materno i nostri borghi e le nostre città,
ci infiammi la testimonianza luminosa dei Santi martiri Crescenziano e compagni, i Santi Florido, Amanzio e Donnino ci insegnino la bellezza della Chiesa sinodale, ci alleni all’amore senza misura Santa Veronica Giuliani, ci sostenga nelle nostre debolezze e miserie Santa Margherita, ci contagino la gioia e il coraggio del Beato Vescovo Carlo Liviero.

don Luciano Paolucci Bedini

i l v e s c o v o i n f o r m a

Il 27 e 28 aprile a Candeleto abbiamo avuto la due giorni della formazione permanente del clero. Purtroppo eravamo più o meno solo una metà. Mi permetto di richiamare l’attenzione alla partecipazione, visto che stiamo proprio approfondendo la sinodalità e visto che ci troviamo in un tempo incerto e difficile che richiede ancor più il sostegno fraterno.
Sono stati svolti due temi, in modo a mio avviso interessante e utile. Per questo più avanti troverete sia il testo di papa Francesco del 17 febbraio 2022, commentato da Don Giovanni Zampa, sia il testo ormai definitivo che riassume tutti gli apporti offerti dai gruppi sinodali della nostra diocesi, la sintesi che verrà inviata alla Segreteria generale del Sinodo.
Sono seguiti due interessanti dialoghi fraterni in cui sono stati sottolineati vari aspetti della nostra vita ecclesiale, quali la necessità della conversione pastorale che mette al centro da un lato l’azione principale dello Spirito e dall’altro il soggetto umano che è la Chiesa come Popolo di Dio sulla base della grazia battesimale; l’importanza del cammino/stile sinodale, specialmente per quel che riguarda la comunione, la partecipazione e la missione; impegnarci di più nell’evangelizzazione degli adulti, delle famiglie e dei giovani; curare l’accoglienza e una migliore comunicazione nella celebrazione dell’eucaristia e dell’omelia; coinvolgerci nella carità da non delegare alla Caritas e nella testimonianza a livello sociale e politico soprattutto su temi fondamentali quali la pace, la vita, i poveri; rilanciare gli organismi di partecipazione (Consiglio affari economici e Pastorale); portare avanti il nostro contributo a livello di pastorale regionale (Assemblea di Foligno); maggior valorizzazione dei diaconi.  In questo mese di maggio continuiamo la celebrazione del tempo pasquale: con le domeniche e la solennità
dell’Ascensione (il 29 maggio). La Chiesa vuole farci interiorizzare il mistero più centrale della nostra fede, quello della Risurrezione di Gesù che proietta la nostra vita nella reale partecipazione alla vita risorta di Cristo, nel mistero della comunione dei santi.  Tradizionalmente il mese di maggio è dedicato alla Madonna. Abbiamo tante chiese e santuari dedicati a
Maria. Incoraggio a vivere le celebrazioni di questo mese, accompagnati dalla Madonna: il 1 maggio con la memoria di San Giuseppe lavoratore, lo sposo di Maria; l’8 maggio ricordiamo la Madonna del Rosario di Pompei e Maria Mediatrice; il 13 è la memoria della Beata Vergine Maria di Fatima; il 31 maggio la Visitazione.
La pietà mariana ama la recita del Santo Rosario, una preghiera semplice e cara al popolo: ci aiuta a meditare e vivere i misteri della nostra fede, a cercare di far nostre quelle virtù umane e cristiane che in Maria sono evidenti. I santi e il popolo cristiano hanno recitato con devozione il rosario quotidiano. Può diventare momento di piccole e significative catechesi nelle chiese, nelle contrade, nella famiglie, sempre nel rispetto delle note regole.
 Con la Canonizzazione di Santa Margherita avvenuta un anno fa (il 24 aprile) e con la solenne celebrazione del 19 settembre, il culto della nostra santa è esteso alla Chiesa universale.
Noi abbiamo la grazia sia di aver goduto della sua presenza e della sua testimonianza evangelica da viva, sia quella di custodire il suo corpo incorrotto nella chiesa di San Domenico. Lei continua a parlarci di umiltà, bontà, coraggio nel portare con amore la nostra croce, gioia e fiducia, preghiera e perdono, virtù che si riscontrano nella spiritualità domenicana.
Ancora non è stata fissata la data della memoria liturgica. Per quest’anno la celebriamo per la prima volta domenica 15 maggio alle ore 11:00 a San Domenico. Invito alla partecipazione.
 Domenica 8 maggio è la Giornata mondiale di preghiera per le Vocazioni.
«Fare la storia» (FT 116) è il tema scelto per l’anno pastorale 2021-2022. L’idea guida è riportare nell’annuncio vocazionale la responsabilità tipica della vocazione stessa. La vocazione – come la
storia – si fa; è un’opera artigianale che non può compiersi che alla scuola del Maestro e insieme alla Chiesa. È la concretezza della vita l’orizzonte entro cui discernere e decidere la propria vocazione, riconoscendo la volontà di Dio che invita a compiere una missione (EG 273) – la propria – che non è precostituita, già formata ma da farsi, insieme a Dio e insieme agli altri, nella carità.
 Mercoledì 11 maggio ore 09.30 avrà luogo a Canoscio il ritiro del clero. Dopo la riflessione pregheremo il Santo Rosario e pranzeremo insieme. Più avanti manderò una comunicazione WhatsApp con le indicazioni più precise. Il 15 maggio è la Giornata di sensibilizzazione per il sostegno economico alla Chiesa Cattolica. Più avanti troverete da parte del Diacono Giuseppe Floridi, il referente diocesano per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica, alcune indicazioni per aderire al sostegno.
 Segnalo un appuntamento importante promosso dall’Ufficio Missionario: l’incontro con il Coordinatore per il Centro Italia Pio Castagna. Il tema: “PAX CHRISTI e il suo servizio alla Pace nella
Chiesa” che sarà svolto martedì 17 maggio nella Sala S.Stefano in Vescovado, ore 21, aperto a tutti. L’importanza e l’attualità del tema sono evidenti e ci aiuta a diventare uomini e donne di Pace.
Sabato 21 maggio, secondo il programma che troverete più avanti, a Collevalenza avrà luogo la tradizionale Giornata delle persone consacrate dell’Umbria. Invito caldamente tutti i religiosi e le religiose della
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diocesi a parteciparvi: è un momento di fraternità, di preghiera, di riflessione che ci aiuta a crescere
nel cammino sinodale per vivere ancora meglio il carisma e la missione a servizio della Chiesa.
 Domenica 29 maggio, Solennità dell’Ascensione del Signore, è la 56a Giornata per le comunicazioni sociali. Papa Francesco ha proposto il tema: “Ascoltate!”. Più avanti troverete un piccolo commento.
 Domenica 12 giugno, solennità della Santissima Trinità, alle ore 17:30 in Cattedrale avrà luogo
l’ordinazione sacerdotale di Don Filippo Chiarioni, ordinato diacono il 20 giugno 2021. È una grazia del Signore per la nostra Chiesa. Preghiamo perché possa diventare sacerdote secondo il cuore
di Gesù e preghiamo anche per le vocazioni di speciale consacrazione, come ci chiede Gesù e come
ci chiede in particolare la Giornata mondiale prossima (8 maggio; vedi più avanti).
 In questo periodo sempre nel rispetto delle norme, le parrocchie s’impegnino nelle attività di catechismo con i bambini e organizzino le celebrazioni delle cresime e prime comunioni. Facciamo il nostro meglio perché siano ben preparate, coinvolgano le comunità, i catechisti, le famiglie dei ragazzi.
 Dopo 15 anni di intensa e proficua direzione dell’Ufficio Missionario diocesano da parte del Diacono Urbano Salvi, ho nominato il Diacono Angelo Pennestri nuovo Direttore di questo Ufficio
Diocesano. Ringraziamo il diacono Urbano per il suo lavoro e la sua collaborazione con i missionari tifernati e auguriamo buon lavoro ad Angelo.
L’Ufficio Missionario si occupa di raccolta e distribuzione fondi e materiali alle Missioni; aiuto ed
assistenza ai Sacerdoti e Religiosi impegnati in attività missionarie; preparazione giovani che desiderano lavorare nell’ambito missionario; adozioni a distanza; sostegno seminaristi, ecc. secondo le
disponibilità finanziarie derivanti da offerte di privati e la raccolta fondi delle nostre Parrocchie nelle Giornate Missionarie.

15 maggio – Giornata Nazionale dell’8xmille alla Chiesa Cattolica

Domenica 15 maggio si celebra in tutta Italia la Giornata Nazionale dell’8xmille alla Chiesa Cattolica. Nelle 26.000 parrocchie del Paese i fedeli saranno invitati a ricordare che da ormai più di trent’anni la sopravvivenza economica della Chiesa è affidata a loro, in particolar modo attraverso la firma per la destinazione dell’8xmille del gettito Irpef. Se il contribuente sceglie in favore della Chiesa Cattolica, la quota a questa spettante viene versata dallo Stato alla Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I.), la quale è tenuta a ripartirla e ad assegnarla per tre finalità:
– ESIGENZE DI CULTO E PASTORALE DELLA POPOLAZIONE ITALIANA – INTERVENTI CARITATIVI IN ITALIA E NEL TERZO MONDO – SOSTENTAMENTO DEI SACERDOTI
Chi ha firmato per la Chiesa cattolica, solamente nel 2021 ha contribuito a rendere possibile lo stanziamento di 150 milioni di euro per la carità delle diocesi italiane (mense, centri di ascolto, soccorso a disoccupati, vittime dell’usura, immigrati, emarginati, anziani abbandonati); 53 milioni di euro per altre esigenze di rilievo nazionale; 50 milioni per progetti di
sviluppo e solidarietà nel Sud del mondo. Ma anche di altri 62 milioni per la manutenzione e il restauro di 459 chiese della nostra bella Italia e di 420 milioni che hanno permesso di mantenere dignitosamente i 33.000 sacerdoti che operano nelle nostre diocesi, 300 dei quali missionari fidei donum nei paesi più poveri. Si descrivono di seguito le varie modalità da seguire per agevolare i contribuenti. L’ufficio diocesano è a disposizione per qualsiasi supporto su come destinare l’8xmille: guida alla firma 2022.
La firma al contribuente non costa nulla. La possono fare tutti coloro che concorrono al gettito Irpef: chi presenta il 730, chi presenta il Modello Redditi, ma anche chi dispone solamente del Modello CU, perché possiede unicamente redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati e non è obbligato a presentare la dichiarazione. Anche questi ultimi però
possono esprimere la propria preferenza per la destinazione dell’8xmille. Le modalità rimangono le stesse: vai nel riquadro denominato “Scelta per la destinazione dell’8xmille dell’Irpef” e firma nella casella “Chiesa Cattolica”. Fai attenzione a rimanere esattamente dentro l’apposito spazio per non invalidare la tua scelta.
Modello CU Riguarda i contribuenti che hanno percepito solo redditi di pensione, di lavoro dipendente o assimilati, attestati dal modello CU e che sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.
La scheda è liberamente scaricabile dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate
https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/tabelle-modelli-e-istruzioni
Quando e dove consegnare?
Consegnare solo la scheda con la scelta, in una busta chiusa, che deve recare cognome, nome, codice fiscale del contribuente e la dicitura “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DELL’OTTO, DEL CINQUE E DEL DUE PER MILLE
DELL’IRPEF” (*) secondo una delle seguenti modalità:
– presso qualsiasi ufficio postale. Il servizio di ricezione è gratuito. L’ufficio postale rilascia un’apposita ricevuta.
– ad un intermediario fiscale abilitato alla trasmissione telematica (commercialisti, CAF). Gli intermediari devono rilasciare, anche se non richiesta, una ricevuta attestante l’impegno a trasmettere le scelte; inoltre hanno facoltà di accettare la scheda e possono chiedere un corrispettivo per il servizio.
– La scheda firmata e compilata può essere consegnata anche in parrocchia contattando il referente diocesano. (*) La dicitura completa è necessaria anche se si sceglie di firmare solo per la destinazione dell’Otto per mille.

Modello 730
Riguarda tutti i contribuenti che  oltre a quelli di pensione, di lavoro dipendente o assimilati – possiedono altri redditi,
non hanno la partita IVA e/o hanno oneri deducibili/detraibili e si avvalgono dell’assistenza fiscale del proprio sostituto
d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) oppure di un CAF o di un professionista abilitato. Sul modello 730-1,
nel riquadro relativo alla scelta Otto per mille, firmare nella casella “Chiesa cattolica”, facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta. Il modello 730 ed il modello 730-1, precompilato o ordinario, vanno consegnati secondo una delle seguenti modalità:
1. al proprio sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico). In caso di dichiarazione congiunta con il coniuge, ambedue i modelli 730–1 vanno inseriti in un’unica busta sulla quale vanno riportati i dati del dichiarante.
2. Ad un CAF o ad un professionista abilitato consegnare il modello 730 -1 in busta chiusa.
MODELLO REDDITI
Riguarda tutti i contribuenti che hanno altri redditi, oltre a quelli di pensione, di lavoro dipendente o assimilati, che non scelgono di utilizzare il modello 730 oppure che sono obbligati per legge a compilare il modello Unico per la dichiarazione dei redditi. Occorre firmare nella casella “Chiesa cattolica” facendo attenzione a non invadere le altre caselle per non annullare la scelta, nell’apposito riquadro denominato “Scelta per la destinazione dell’Otto per mille dell’Irpef” posto nel modello Unico. Vanno consegnati secondo una delle seguenti modalità: può essere predisposto da qualsiasi intermediario fiscale abilitato alla trasmissione telematica (commercialisti, CAF), che provvederà anche all’invio della dichiarazione, o si può predisporre da solo il modello, effettuando la consegna via internet.
E IL CINQUE PER MILLE?
In tutti e tre i modelli si trova anche lo spazio per destinare il cinque per mille e due per mille. È una possibilità in più che non esclude o modifica la firma dell’8xmille. L’invito è a firmare l’8xmille come sempre e, per chi vuole, aggiungere anche la scelta del cinque per mille. Tutte le informazioni si possono trovare sul sito:
– https://sovvenire.chiesacattolica.it/
– https://sovvenire.chiesacattolica.it/la-tua-firma/
– https://www.unitineldono.it/
Don Giuseppe Floridi
L’ufficio Diocesano per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica

BEATO CARLO LIVIERO, VESCOVO E FONDATORE DELLE PICCOLE ANCELLE DEL SACRO CUORE

30 maggio, memoria liturgica
Carlo Liviero (Vicenza, 29 maggio 1866 – Fano, 7 luglio 1932) nasce da una famiglia di modesta condizione sociale. Ordinato prete nel 1888 a Padova, dopo una breve esperienza di insegnamento
nelle scuole elementari svolge il ministero parrocchiale prima a Gallio poi ad Agna, portando avanti un intenso programma pastorale, animato dalla carità e volto alla promozione umana e cristiana della persona.
Nel 1910 è eletto vescovo di Città di Castello dal papa san Pio X. La fede granitica lo rendeva intrepido e vittorioso nelle difficoltà, entusiasta e felice nella totale dedizione al ministero e all’azione sociale, ma soprattutto gli procurava una sorta di fiamma interiore che si avvertiva nell’ardore delle sue parole e nel calore caritativo emanato dalle sue molteplici opere socio-religiose. Anche solo un elenco rende l’idea della multiforme attività pastorale che caratterizza l’azione del vescovo Liviero: il settimanale cattolico Voce di popolo (1910); il Bollettino diocesano per gli atti ecclesiastici della diocesi di Città di Castello che inizia le pubblicazioni verso la fine del 1910 e che nel 1913 viene esteso anche alle confinanti diocesi di Sansepolcro e di Gubbio; la “Scuola elementare maschile vescovile” (1910); la “Tipografia Vescovile” (1912), divenuta nel 1917 “Scuola Tipografica Orfanelli Sacro Cuore”; l’“Ospizio Sacro Cuore” (1915); la “Libreria Sacro Cuore” (1919); il pensionato “Sacro Cuore” (1920); la “Colonia marina Sacro Cuore” di Pesaro (1925); la “Sala cinematografica Sant’Egidio” (1931); la Schola Cantorum della Basilica Cattedrale “Antonio Maria Abbatini” (1931). E i risultati di questa operosità non mancano: si ha una fioritura di sacerdoti esemplari per zelo e dottrina, nonché una schiera di religiose eroiche anche dal punto di vista caritativo. Nel 1915 fonda la congregazione delle Piccole Ancelle del Sacro Cuore.
Tra 1977 e 1982 si svolge il processo di beatificazione e canonizzazione. Nell’anno 2000 è stata proclamata l’eroicità delle virtù e nel 2006 è stata riconosciuta una guarigione miracolosa attribuita alla sua intercessione. È stato beatificato a Città di Castello il 27 maggio 2007. La memoria liturgica è stata fissata alla data del 30 maggio, giorno del battesimo di Carlo Liviero nel 1866.

SANTA MARGHERITA DI CITTÀ DI CASTELLO, VERGINE

4 maggio
Il percorso biografico di Margherita da Città di Castello (1287 ca. – 13 aprile 1320), penitente/terziaria domenicana, poggia su di una legenda pervenutaci in due diverse redazioni latine. Margherita nasce cieca e con altri handicap da nobili genitori (Parisio ed Emilia) nel castello di Metola nella Massa Trabaria. La fanciulla fin da sette anni avrebbe iniziato una vita di penitenza con digiuni e cilicio.Nella speranza del miracolo della guarigione, i genitori la portano a Città di Castello presso il sepolcro di un frate Minore, pio e devoto, morto poco prima (il beato Giacomo); ma il miracolo non avviene e la fanciulla è abbandonata in questa città. Margherita vive girovagando e mendicando fino a quando viene accolta nel monasteriolum di Santa Margherita; ma dalle religiose di questo luogo viene poi espulsa, trovando approdo nella casa dei coniugi Venturino e Grigia. Qui comincia a operare miracoli vivendo in orazione, praticando
forme penitenziali e adoperandosi per la pacificazione tra le famiglie. Porta l’abito dei frati Predicatori e frequenta la loro chiesa. Muore nella casa di Venturino e Grigia il 13 aprile 1320. Il corpo, con grande concorso di popolo, è portato presso la chiesa dei Predicatori. Nel cuore di Margherita vennero identificate tre pietre con immagini riferite alla Natività e allo Spirito Santo.
Margherita dovette godere fama di santità già in vita se è vero che a lei si riferisce Ubertino da Casale nel suo Arbor vitae crucifixae Iesu parlando di una prudentissima virgo de Civitate Castelli. Nel 1395 a Città di Castello il culto e la devozione per la Beata dovevano essere già stati istituzionalizzati. Il culto fu autorizzato da Paolo V nel 1609. Nel 1988 è stata proclamata patrona dei portatori di handicap nelle rispettive diocesi dal vescovo di Città di Castello e dall’arcivescovo di Urbino – Urbania – Sant’Angelo in Vado. Nel 2004 è stato depositato presso la Congregazione delle cause dei santi il materiale per l’eventuale canonizzazione.
L’11 dicembre 2019, papa Francesco, durante l’udienza concessa al cardinal Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, autorizzò la preparazione della «Positio super canonizatione aequipollenti». La Seduta dei Consultori Storici si tenne il 29 settembre 2020, con esito affermativo, seguita dal Congresso Peculiare dei Consultori Teologi, celebrato il 26 gennaio 2021, con esito affermativo. La Sessione Ordinaria dei Cardinali e Vescovi si riunì invece il 13 aprile 2021, con esito affermativo.
Il 24 aprile 2021, ricevendo in udienza il cardinal Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, papa Francesco confermò le conclusioni della Sessione Ordinaria dei Cardinali e Vescovi e decise di estendere alla Chiesa universale il culto della Beata Margherita di Città di Castello, iscrivendola nel catalogo dei Santi.

Cammino sinodale accompagnati da Maria

Il mese di maggio ci parla in modo particolare di Maria, della sua materna presenza che Gesù prima di lasciarci ci ha regalato. E lei ha assunto questo compito con discrezione
ed estrema attenzione: accompagna e si prende cura di ogni uomo, della Chiesa e del mondo. Siamo tutti figli di Dio e fratelli in Cristo attraverso la maternità di Maria.
Guardando a lei veniamo confortati e sostenuti. Siamo attratti dal suo stile di vita che rispecchia da vicino quello di Gesù e quello di Giuseppe. Sentiamo come figli il desiderio
di vivere anche noi come lei. Metto in evidenza quattro sue attitudini o virtù che sarebbero necessarie anche per noi.
1. “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1,38). È il Sì di Maria, la sua totale obbedienza a quello che il Signore le chiede. Obbedisce perché lei si ritiene “la serva del Signore”. Lo ripete anche nel Magnificat. Maria si definisce così, in perfetta sintonia con Gesù che accetta la proposta del Padre di farsi uomo dicendo: “Ecco io vengo per fare o Dio la tua volontà” (Eb 10,7), proprio come “Servo di Jahve” (Is 42,1). Obbedienza che va insieme con l’umiltà e con la fede. “Beata te che hai creduto” (Lc 1,45). La prima beatitudine evangelica è rivolta a Maria, donna credente e obbediente, come Abramo. San Paolo parla dell’obbedienza della fede. Questa è sicuramente la disposizione cristiana di base. Tanto che Maria nell’ultima sua parola che l’evangelista Giovanni ci riferisce, e che è considerata come una sorta di suo testamento rivolto a noi, ci raccomanda: “Qualsiasi cosa vi dica Gesù, fatela” (2,5).
Obbedendo al Signore avvengono miracoli.
Maria ci insegna ad avere fiducia e coraggio nel portare la nostra croce. 2. Lei era lì, ai piedi del suo Figlio crocifisso. “Stava” dice l’evangelista Giovanni, mentre gli apostoli erano fuggiti, scandalizzati. Stava senza inveire e urlare contro coloro che crocifiggevano Gesù. Stava con grandissima dignità e fortezza d’animo, facendo sue le parole del Figlio: “Padre, perdonali… Donna ecco tuo figlio… Padre nelle tue mani affido il mio spirito”. Ha detto un altro ancora più impegnativo Sì, con l’anima trafitta dalla spada, soffrendo le “doglie del parto” e diventando madre di tutti noi, responsabili della sofferenza sua e del Figlio.
Questo è il modo evangelico di vivere le nostre sofferenze rendendole feconde. 3. Maria ci insegna ad amare le persone in modo concreto, attento, discreto. Così ha fatto a Cana ottenendo
da Gesù il primo segno/miracolo: si è resa subito conto che mancava il vino, si è coinvolta ed è intervenuta in modo efficace, anche facendo anticipare l’ora di Gesù. Così con la cugina
Elisabetta: va subito a incontrarla e a condividere la gioia della maternità. Così con i discepoli che durante la passione si erano dispersi: Lei li raduna e li raccoglie in preghiera disponendoli a
ricevere lo Spirito Santo. 4. Maria ci insegna a cantare il Magnificat ogni sera. Un canto di lode al Signore che guida la storia. Lei è sicura che la misericordia divina è il filo conduttore di tutto: “di generazione in generazione la sua misericordia”. Ci invita a leggere gli eventi in profondità: Dio è dalla parte dei poveri, degli umili, di coloro che confidano in Lui e non dalla parte dei potenti, dei superbi e dei ricchi. Purtroppo i nostri libri di storia, i nostri giornali ci raccontano il contrario e ci illudono. Il Magnificat spinge a interpretare anche gli eventi che mettono a soqquadro il mondo creando angoscia e incertezza, come il covid e le guerre in corso, nella luce di Chi ha vinto il mondo e risorto ci ripete: “Pace, non abbiate paura. Piuttosto: convertitevi e amatevi come vi amo io. Vincete il male con il bene!”. Abbiamo dunque bisogno di meditare e seguire questa testimonianza di Maria. Il rosario è la preghiera mariana popolare che ci fa ripetere le “Ave Maria” chiedendo alla nostra Madre di aiutarci a vivere i misteri di Gesù: quelli della gioia, della luce, del dolore e della gloria, con i quali tutti abbiamo anche fare. Lei li conosce bene, li ha vissuti in modo esemplare. Noi alla sua scuola possiamo imparare a diventare veri discepoli di Gesù. In questo tempo pasquale Maria vuole aiutarci ad accogliere in modo particolare il grande mistero
della resurrezione di Gesù, ci aiuta a riconoscerLo presente nei sacramenti, nel Vangelo, nei poveri, in tutti gli eventi grandi e piccoli della nostra vita. Così viviamo da risorti con Cristo, viviamo nella gioia pasquale, nella forza dello Spirito di Gesù che infonde in noi il suo Amore.

Associazione chiese storiche, iniziano i corsi di formazione per i volontari

L’Associazione, ha programmato una serie di corsi di approfondimento, rivolto ai soci e alle persone interessate.
Le lezioni saranno divise in due periodi: a maggio e settembre- ottobre.
Qui di seguito il calendario del primo modulo:

09/05/2022- ore 17,30/ Sala Orto della cera in via del Pozzo a Città di Castello
“La Cattedrale: origini storiche e vicende costruttive”
Docenti: don Alberto Gildoni / ing. Giovanni Cangi

23/05 /2022- ore 17,30 / Duomo di Città di Castello
“La Cattedrale: le opere d’arte e i committenti”
Docente: dott.ssa Francesca Mavilla

Gli incontri avranno la durata di un’ora e mezza circa e i relatori sono tutti esperti degli argomenti trattati.Il corso è gratuito.
Per partecipare è necessario essere iscritti per il 2022 alla nostra Associazione. Le iscrizioni si ricevono presso la libreria del S. Cuore in Piazza Gabriotti, dal martedì al sabato.
Le persone interessate potranno prenotare i corsi sempre presso la libreria S. Cuore o inviando una mail all’indirizzo beniculturali@diocesidicastello.it.
Per questioni logistiche le iscrizioni andranno fatte entro il 06/05/2022. Per quanto riguarda la norme in materia di prevenzione sanitaria, in base alla normativa ad oggi vigente, dal 1° maggio non sarà richiesto il green pass, mentre nulla è stato ancora deciso riguardo le mascherine. I partecipanti dovranno attenersi alle norme in vigore alle date in cui si terranno i corsi.L’Associazione in base alla partecipazione, o altro, si riserva la facoltà di cambiare luogo e data dei singoli incontri: eventuali modifiche verranno comunicate agli iscritti ai corsi, mediante email o per telefono