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Carissimi figli e figlie amati nel Signore,

un anno fa iniziava, per le nostre due Chiese sorelle di Gubbio e Città di Castello, la nuova avventura del camminare insieme verso l’unificazione. In questi mesi, viaggiando tra i nostri borghi e le nostre frazioni, ho toccato ancora una volta con mano quanta ricchezza di umanità custodiscono questi territori e quanta sete di Vangelo emerge. Dappertutto ho ricevuto un’accoglienza semplice e familiare, e ho percepito le aspettative di un popolo che si chiede come annunciare l’amore di Dio Padre anche in questo tempo nuovo.
In un pensiero condiviso di un anno fa dicevo che: “Ci è chiesto di camminare insieme, custodendo i tanti doni della nostra tradizione, e unendo progressivamente i reciproci talenti a servizio dell’unica missione della Chiesa per l’evangelizzazione delle nostre terre. Due storie di grazia e di fede che il Signore non vuole cancellare ne disperdere, ma per sua bontà può rendere feconde e generative per il futuro. Spero anche che questo passaggio risvegli in tanti di noi l’amore, la passione, la responsabilità, il coinvolgimento e la partecipazione alla vita della comunità ecclesiale e alla testimonianza del vangelo nel mondo”.
Il cammino delle Chiese italiane conferma questo sguardo e ci incoraggia ad un impegno nuovo per vivere la fede nelle nostre comunità, e per condividere con tanti altri i doni della misericordia di Dio. Il tempo che abbiamo davanti sarà propizio al rinnovamento della nostra esperienza di credenti e di Chiesa se sapremo ascoltare insieme la voce dello Spirito Santo e lasciarci guidare da lui nell’intraprendere percorsi nuovi e per riscoprire i tesori che da sempre custodiamo. Solo insieme però, con il contributo di ciascuno, ognuno con le sue responsabilità e i suoi carismi, e nella comunione che ci è donata, potremo rimanere fedeli alla missione di evangelizzazione.
Con il mese di giugno entriamo nel tempo estivo che ci apre tante possibilità di fare esperienze di crescita umana e spirituale. Invito tutti a mettere a frutto le occasioni che si presenteranno e a crearne di nuove, per sé e per gli altri. Nel pensarci sempre a servizio del Vangelo mi permetto di suggerire prima di tutto un’attenzione rinnovata ai più fragili e poveri, con gesti concreti di condivisione e di fraternità. Non possono mancare poi tempi e momenti dedicati alla preghiera, all’incontro intimo con il Signore, nel silenzio, nella visita di luoghi santi, nella meditazione della sua Parola e nella riscoperta delle storie di santità.
Il Signore ci dia grazia di poter vivere con partecipazione la sua chiamata a seguirlo ancora oggi come discepoli di Gesù e fratelli tra di noi. Vi benedico, beneditemi!
+ don Luciano, vescovo

Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento al Museo

E’ iniziata il 6 giugno scorso un’altra esperienza relativa al progetto PCTO “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento” con l’Istituto Superiore Liceo “Città di Piero” di Sansepolcro mentre ne sta terminando un’altra con l’Istituto di Istruzione Superiore “Patrizi – Baldelli – Cavallotti” di Città di Castello. E dall’inizio dell’anno scolastico partecipano al progetto PCTO ben 27 alunni del Liceo Statale “Plinio il Giovane” di Città di Castello. Molto interessati i ragazzi e partecipi dell’attività al Museo pronti a fare accoglienza, a dare informazioni turistiche e storico-artistiche – precisa la tutor Catia Cecchetti:“Una esperienza gratificante per il Museo che così partecipa dell’attività curricolare e il ringraziamento va ai dirigenti scolastici professoresse Valeria Vaccari, Marta Boriosi e Emilia Marocco.

SANTI CRESCENZIANO E COMPAGNI MARTIRI

Col nome di san Crescenziano (o Crescentino) una lunga tradizione fa cominciare la serie dei santi che hanno illuminato la storia della chiesa di Città di Castello.
Il nome di Crescenziano, nei libri liturgici locali, compare sempre associato a quello di un gruppo di martiri sepolti nella pieve campagnola di Saddi (nel comune di Pietralunga) e venerati il giorno 1 giugno: Giustino, Faustino, Veriano, Orfito, Grivicciano, Benedetto, Eutropio, Fortunato, Esuperanzio. I martiri di Saddi hanno goduto nel medioevo di un culto intenso in Italia centrale. La sua venerazione si è sviluppata in età altomedievale, in particolare a Urbino, a partire dal 1068. In quell’anno, infatti, il vescovo di Città di Castello, Fulcone, donò l’insigne reliquia del corpo del santo al vescovo di Urbino, il beato Mainardo, che lo collocò nella ricostruita cattedrale e ne fece il patrono della città. Soldato dell’esercito romano, Crescenziano sarebbe stato espulso dalle file militari a motivo della sua fede cristiana. Giunto a Città di Castello vi avrebbe annunciato per primo il Vangelo. Crescenziano conquista alla fede Tifernum Tiberinum con la predicazione, indefessa e dolcissima («constanti mellifluaque»), con una vita eremitica condotta in una celletta («in cellulam quamdam») presso la città e con un’intensa attività taumaturgica.
A motivo del suo rifiuto di sacrificare agli dei pagani subì il martirio, secondo una delle tradizioni il 1° giugno dell’anno 303. Fu sepolto in località Saddi, dove poi sorse la pieve a lui intitolata. La più antica attestazione della pieve è del 1068. Se, come sembra, alcune chiese dei santi Giustino e Crescenziano sono di origine longobarda, allora si può risalire al secolo VII/VIII. Per iniziativa del vescovo Valeriano Muti, il 1° novembre 1609 è introdotta la celebrazione della festa di san Crescenziano da parte di tutto il clero della diocesi. Il 2 giugno 1613 fu traslata in cattedrale la reliquia della testa. Tra le varie raffigurazioni si ricorda la statua fatta collocare da papa Clemente XI sul colonnato di Piazza San Pietro nel 1703.

Alla scoperta dei tesori della chiesa di San Giovanni decollato

Domenica 11 giugno i volontari dell’Associazione Chiese storiche saranno a disposizione di chi vorrà visitare la Chiesa di San Giovanni decollato offrendo la possibilità di usufruire di visite guidate gratuite. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto “La valle di Signorelli” in collaborazione con i comuni dell’Alto Tevere Umbro.  Il passaggio di Signorelli a Città di Castello è testimoniato, oltre che dalle opere più conosciute al grande pubblico, anche dalla presenza nella chiesa di alcuni interessanti dipinti attribuiti alla sua scuola.

La chiesa era sede dell’omonima Confraternita, già documentata nel 1367 e nel 1642. L’edificio si presenta esternamente nelle semplici e regolari forme in cui è stata originariamente realizzata. L’interno è ad un’unica navata. Le pareti dell’aula e del presbiterio sono tinteggiate monocrome, ad esclusione di due dipinti murali attribuiti alla bottega del Signorelli: uno posto in una nicchia sul lato destro dell’aula, e l’altro nella parete frontale del presbiterio: il primo rappresenta  il Battesimo di Cristo, mentre quello sul lato destro dell’aula, raffigura la Madonna in trono con Bambino tra Santi e Angeli.

BEATA FLORIDA CEVOLI

Lucrezia Elena Cevoli (11 novembre 1685 – 12 giugno 1767) nasce a Pisa l’11 novembre 1685, figlia del conte Curzio e della contessa Laura della Seta. Appena diciottenne Lucrezia decide di entrare nel monastero delle Clarisse Cappuccine di Città di Castello. In pochi credono che Lucrezia, abituata ad una vita agiata e benestante, possa superare le durezze di una vita quale è quella dettata dalla regola di santa Chiara. La maestra delle novizie, santa Veronica Giuliani, non era molto intenzionata a riceverla. Ciononostante la sua vocazione vera ed autentica contribuì non solo a superare il difficile momento dell’ambientamento, ma rafforzò la volontà e la costanza della sua scelta. Il 10 giugno 1705 emise la professione solenne e prese il nome di Florida. Tra i primi incarichi dati a suor Florida figura quello di “rotara”, affidatole per la sua personalità, per la sua capacità di avere polso e capacità di governo.
Nel 1716 quando Veronica Giuliani divenne badessa, suor Florida venne eletta vicaria e svolse il suo incarico seguendo in particolare la vita quotidiana e curando soprattutto i rapporti umani. Veronica prima di morire aveva predetto che la sua casa natale a Mercatello sul Metauro sarebbe stata trasformata in un monastero. La realizzazione dell’opera fu affidata a Florida Cevoli che, alla morte della santa, prese la conduzione della comunità in qualità di badessa fino al 1736. Dopo trentasette giorni di febbre, il 12 giugno 1767, suor Florida morì. La causa di beatificazione fu iniziata nel 1838 e nel 1910 furono approvate le virtù eroiche. Venne beatificata il 16 maggio 1993 da papa Giovanni Paolo II.

Sosteniamo la Caritas diocesana!

A  partire dalla Legge Finanziaria del 2006, lo Stato ha stabilito di destinare – a titolo sperimentale – in base alla scelta del contribuente, una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a finalità di sostegno di particolari enti no profit, di finanziamento della ricerca scientifica, universitaria e sanitaria. Questa formula fiscale garantisce, infatti, una forma di autonomia e di sovranità al contribuente, che può scegliere a chi destinare parte della ricchezza pubblica da lui prodotta.
Il cinque per mille è una forma di finanziamento che non comporta oneri aggiuntivi al contribuente, dal momento che questi, tramite la compilazione dell’apposita sezione nella dichiarazione dei redditi, sceglie semplicemente la destinazione di una quota della propria IRPEF.

SCOPRI IL 5 PER MILLE

Il contribuente può destinare il 5 per mille della propria imposta sul reddito, apponendo la propria firma in uno degli appositi riquadri che figurano nei modelli, corrispondenti alle finalità di sostegno previste dalla normativa. Il contribuente, oltre a scegliere la finalità di destinazione apponendo la propria firma in una delle aree previste, può scegliere il soggetto (organizzazione, ente, associazione) indicando il codice fiscale dello stesso.

In questo periodo sono aumentate le povertà e le richieste di aiuto. È possibile e auspicabile sostenere gli interventi di Caritas diocesana. Ecco come:

• BONIFICO BANCARIO
IBAN: IT 03 P 03069 21610 00000 0086186
Intestato a: Confraternita di Maria SS del Rosario
Causale: nome del progetto / offerta per Caritas /offerta per Emporio • OFFERTA DIRETTA segreteria di Caritas Piazza del Garigliano n. 2 Città Di Castello dal lunedì al venerdì dalle ore 09.00 alle ore 13.00.  Offerte detraibili o deducibili

LA CEI STANZIA UN MILIONE DI EURO DAI FONDI 8XMILLE PER L’ALLUVIONE IN EMILIA ROMAGNA

La Presidenza della Cei ha disposto un primo stanziamento di 1 milione di euro dai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, per far fronte alle necessità della popolazione colpita dall’ondata di maltempo che sta flagellando l’Emilia-Romagna. “Vogliamo esprimere, anche con questo gesto concreto, la prossimità della Chiesa in Italia alle tantissime persone che, a causa dell’alluvione e delle esondazioni, sono sfollate, avendo perso tutto o molto. Continuiamo a farci prossimi e a pregare per quanti, in questo dramma, hanno perso anche la loro vita. Siamo grati alle diocesi, alle parrocchie, agli istituti religiosi che non hanno lasciato sole le comunità dell’Emilia-Romagna”, afferma il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei. Lo stanziamento sarà erogato attraverso Caritas Italiana che è in contatto continuo con le Caritas delle diocesi colpite da questa emergenza per monitorare la situazione e provvedere alle prime urgenze. Al momento non c’è bisogno di raccogliere cibo o indumenti, ma di liberare le abitazioni e i locali dall’acqua e dal fango in modo da far ritornare le persone nelle loro case. Si tratta poi di individuare e accompagnare soprattutto coloro che sono abbandonati e che restano esclusi dalla rete degli aiuti. Il passo successivo riguarderà la ripartenza delle attività economiche e della vita ordinaria. Tutte le Caritas diocesane, coordinate dalla Delegazione Caritas regionale dell’Emilia-Romagna e in comunicazione costante con Caritas Italiana, sono fin dal primo momento attivate su vari fronti: l’accoglienza degli sfollati nelle sedi e nelle canoniche, il supporto alla popolazione, l’accompagnamento delle persone in situazioni di particolare fragilità e difficoltà. È possibile sostenere gli interventi di Caritas Italiana per questa emergenza, utilizzando il conto corrente postale n. 347013, o donazione on-line, o bonifico bancario specificando nella causale “Emergenza alluvione 2023” tramite: • Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma –Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111 • Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma – Iban: IT66 W030 6909 6061 0000 0012 474 • Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013 • UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119

Sulle orme dei nostri Santi Patroni

La Pieve de’ Saddi, distante 12 Km circa da Pietralunga e 18 Km. Circa da Città di Castello, è un edificio a pianta rettangolare allungata, diviso in tre navate, separate da colonne massicce e squadrate; è coperto da un soffitto a capriate e arricchito da un’abside di forma semicircolare e dal portico o nartece.
I terremoti e le numerose modifiche passate e recenti, tra le quali spicca quella voluta da vescovo Giulio Vitelli nel 1520, ci consegnano il complesso della Pieve de’ Saddi nella sua consistenza attuale. É il tipico esempio della Basilica paleocristiana. La costruzione è saldamente vincolata al suolo e appoggia sopra una cripta, di dimensioni ridotte rispetto al piano superiore, ma che si accorda perfettamente con l’insieme di tutto l’edificio. Dal piano terra, attraverso anguste scalette, si accede alla cripta dove, in origine, era situata la tomba di San Crescenziano. Sopra la scala sinistra, non può sfuggire un pregevole bassorilievo dell’VIII° secolo raffigurante San Crescenziano nell’atto di uccidere il drago. Crescenziano, nato a Roma nel 276, è un soldato della prima coorte della prima legione, di stanza a Roma per la difesa dell’Imperatore. Questa legione era comandata da San Sebastiano, insieme al quale operò per la propagazione della fede cristiana. La tradizione riferisce che a causa di un editto dell’imperatore Diocleziano, ai soldati romani venne proibito di praticare il cristianesimo e di conseguenza molti soldati cristiani vennero uccisi o costretti all’esilio. Crescenziano nel 297 abbandonò la capitale insieme ai suoi genitori e si rifugiò a Perugia. Perduti i genitori, donò parte dei suoi beni ai poveri e lasciò Perugia a cavallo recandosi con alcuni compagni nella valle Tiberiana, arrivato a Tifernum Tiberinum, oggi Città di Castello (allora interamente pagana), si propose di convertirne gli abitanti. La leggenda narra che la campagna intorno alla città, in località Pieve de’ Saddi, era oppressa da un terribile drago che con il proprio alito pestilenziale procurava malattie agli abitanti e devastava le campagne. Il santo, dopo aver predicato la fede cristiana, uccise il mostro in combattimento a Pieve de’ Saddi. L’imperatore Diocleziano, venuto a sapere dei fatti prodigiosi, ordinò al prefetto dell’Etruria, Flacco, di chiedere a Crescenziano l’abbandono della fede cristiana e il ritorno nella sua legione, sotto pena della morte fra i più atroci tormenti. Crescentino invece si impegnò maggiormente nella predicazione della sua fede e si guadagnò nuove conversioni, compiendo diversi miracoli. Flacco fece allora trascinare Crescenziano in un tempio dedicato a Giove, dove il Santo rifiutò di obbedire all’ordine di adorare gli dei pagani. Crescenziano venne allora messo al rogo, ma con meraviglia dei suoi carnefici risultò immune dalle fiamme, nel mezzo delle quali continuava ad intonare canti di lode a Dio. I soldati allora lo denudarono e, legatigli mani e piedi, con una corda al collo lo trascinarono per le strade cittadine, e infine, gli tagliarono la testa. Il martirio avvenne il 1º giugno del 303. Sul luogo della sepoltura del santo sorge quindi la chiesa di Pieve de’ Saddi
La Chiesa è dominata da una torre del IX° secolo che si eleva alta e possente sulla vallata, benché priva della merlatura originale. Il torrione, nella sua fattura, e di mirabile eleganza: all’interno vi è una specie di vestibolo risalente al XV° secolo, con volticelle sostenute da mensole, e da cui ha inizio una scala sulla cui sommità troneggiava uno stemma della famiglia Vitelli in maiolica cromata, del 1521. Da alcuni anni, proprio nella casa Parrocchiale, è presente un Ostello nel quale accogliamo con gioia i pellegrini che effettuano il cammino di san Francesco e chiunque voglia venire a visitare la Chiesa.

Scuola di Teologia. Incontro con il giornalista Marco Tarquinio

 Si svolgerà martedì 30 maggio alle ore 21 presso la sala della parrocchia Madonna del Latte in Città di Castello l’incontro pubblico – ingresso libero – con il giornalista Marco Tarquinio, già direttore del quotidiano Avvenire, chiamato a concludere i corsi della scuola di formazione teologica “Cesare Pagani”.

Il giornalista, editoralista del quotidiano della CEI, si confronterà con il tema “PER UNA ECOLOGIA DELLA PACE”; Dichiarazione universale dei diritti umani (Onu-1948) e coscienza ecclesiale, tra profezia e fallimenti.

Il corso della scuola di formazione teologica ha affrontato un percorso di riflessione che ha riguardato il processo sinodale attualmente in corso, la comunità umana e la costruzione della pace (prendendo spunto dal sessantesimo anniversario della Pacem in terris).

 

 

Festa liturgica del Beato Carlo Liviero

Le piccole Ancelle del Sacro Cuore celebrano la festa liturgica annuale del Beato Carlo Liviero. La sua fede granitica lo rendeva intrepido e vittorioso nelle difficoltà, entusiasta e felice nella totale dedizione al ministero e all’azione sociale. I giorni 27, 28 e 29 maggio alle ore 18.30 in Cattedrale triduo di preparazione alla festa. Martedì 30 maggio alle ore 10.00 in Cattedrale Concelebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo Luciano Paolucci Bedini e animata dagli alunni della Scuola Sacro Cuore. Al termine della celebrazione visita alla tomba del Beato.

 

Anche la libreria “Sacro cuore” fondata da Carlo Liviero, festeggia con un’iniziativa proposta a tutti i suoi clienti.