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Presentazione del non - libro di d. Giovanni Gnaldi

“ASI ES LA VIDA!”

Venerdì 10 dicembre 2021 alle  ore 17.30 presso l’ex Chiesa San Giovanni Decollato – Via Pomerio S. Girolamo a Città di Castello, il CENTRO MISSIONARIO DIOCESANO di Citta’ di Castello presenterà  il non – libro di d. Giovanni Gnaldi dal titolo “ASI ES LA VIDA”.  Interverranno,Don Andrea Czortek e Don Salvatore Luchetti.

LOCANDINA

“ Il nostro Raffaello”, video omaggio alla città e al grande artista

Il giorno 21 novembre 2021 alle ore 16,30 dal Latte sarà proiettato il video “ Il nostro Raffaello” curato dalla Corale Marietta Alboni.
L’iniziativa sarà realizzata insieme alla parrocchia Madonna del Latte.  Un omaggio alla città e al grande artista Raffaello.

Il video percorre  strade, le piazze, e chiese di Città di Castello, luogo della formazione dell’adolescente Raffaello.

Restauro della cappella della Madonna delle Grazie

Grazie all’offerta dell’Associazione Nazionale Carabinieri, sezione “Colonnello Valerio Gildoni”, di Città di Castello, la Parrocchia di Santa Maria delle Grazie ha potuto mettere insieme la metà della somma necessaria ai lavori di restauro della cappella della Madonna delle Grazie: alla data del 16 novembre 2021 le offerte raccolte ammontano a E. 25.140. Alla sottoscrizione, aperta lo scorso 2 febbraio, hanno finora aderito 120 donatori, tra privati, aziende e associazioni; altre associazioni hanno già comunicato alla Parrocchia la loro volontà di sostenere il progetto di recupero di un importante luogo identitario della città. Nel santuario delle Grazie, infatti, si custodisce l’omonima opera pittorica realizzata nel 1456 da Giovanni di Piamonte, collaboratore di Piero della Francesca, e si venera la Vergine Maria come patrona di Città di Castello e della Diocesi.

Al momento attuale i lavori stanno interessando le decorazioni pittoriche. È in avanzata fase di esecuzione il restauro del ciclo pittorico composto da sette lunette nelle quali è raffigurata la vita dei santi Gioacchino e Anna e della Vergine Maria, secondo i vangeli apocrifi, più altre cinque dove sono raffigurati santi dottori della Chiesa e teologi: terminate le fasi della pulitura, del consolidamento e della stuccatura, nei giorni scorsi ha preso avvio la quarta e ultima fase, quella del ripristino pittorico. L’opera venne realizzata dal pittore tifernate Bernardino Gagliardi tra 1643 e 1644. Contemporaneamente sta andando avanti il restauro delle decorazioni della volta, eseguite dal pittore e antiquario tifernate Elia Volpi nel 1934/1935. In entrambi i casi il restauro sta ottenendo risultati molto soddisfacenti.

Chi vuole può sostenere il restauro con un’offerta libera sul conto corrente della Parrocchia (IBAN IT75Z0834521600000000004738, specificando nella causale: “offerta per restauri”). In alternativa le offerte potranno essere versate presso la sede dell’Associazione “Le Rose di Gerico” in Via XI Settembre, a fianco della chiesa della Madonna delle Grazie.

Per informazioni è possibile contattare il numero 3711886742.

 

Giornata di preghiera per le Claustrali

Tutti noi siamo debitori della preghiera incessante dei monaci e delle monache che in ogni angolo del mondo vivono in clausura. La Chiesa invita noi a pregare per loro e invita a riflettere sul loro inestimabile valore. La scelta contemplativa non è fuga dalla realtà ma apre all’ingresso del Signore nella storia dell’uomo.

Il 21 novembre, nella memoria della presentazione della Beata Vergine Maria al tempio, ricorre la Giornata Pro orantibus, o Giornata di preghiera per le Claustrali, istituita da Pio  XII  nel  1953.

Qualche anno dopo la giornata fu fissata al 21 novembre, perché nell’offerta totale di Maria a Dio si riconosce l’ideale della vita consacrata e contemplativa.

L’intenzione di papa Pio XII nell’istituire questa giornata era quella di far conoscere a tutta la Chiesa la vita contemplativa, per pregare e sostenere economicamente i monasteri delle claustrali. Forse apparirà per lo meno strano che sia necessario far conoscere alla Chiesa uno dei carismi di cui Dio l’ha dotata per il bene di tutti… ma così strano non è! Nei monasteri dei diversi Ordini presenti nel mondo, “cuore orante” delle varie Diocesi, vivono “nascoste” circa 38.000 monache.

Una precisazione sul senso di questo “nascondimento”.

Quando san Paolo dice “la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio”, parla della vita cristiana in generale e indica un’esistenza immersa in Lui per mezzo del battesimo e condotta nell’umile ferialità del quotidiano; un’esistenza nella quale Dio è il riferimento continuo della vita, del pensare, del sentire, del discernere e dell’agire. E non solo: una vita che irradia fuori di sè il proprio senso, la propria ragione ultima. Una vita che narra, annuncia, proclama, anche con la voce profonda del silenzio, l’amore fatto carne in Gesù di Nazaret, la sua pasqua di morte e di risurrezione.

Si può capire allora quale sia il senso più vero del termine “vita nascosta” riferito alla vita contemplativa: essa semplicemente esplicita, in maniera totalizzante, la più profonda dimensione di appartenenza a Cristo alla quale ciascuno è chiamato, e resta lì, al cuore di ogni Diocesi, come memoria di ciò che riguarda tutti i battezzati.

E vuol mettere ciascuno in movimento, inquietare il cuore di ciascuno e svegliarlo dal sonno, per affascinarlo di Vangelo… come il lievito nascosto nella pasta che la fa fermentare tutta.

Ma come fare, concretamente, a lasciarsi “lievitare di Vangelo”? Fidandosi della Parola che ci strappa al nostro sonno, fidandoci della storia che Dio sta facendo con noi, fidandoci del suo amore!

In una sua lettera pastorale (Sto alla porta, 1992), il cardinal Martini parlava dell’eccedenza della carità e lo faceva in termini che possono adattarsi bene anche a noi: Il discepolo del Vangelo è pure chiamato a […] saper manifestare l’eccedenza della carità evangelica, la sua forza escatologica e non solo la sua dimensione storico-sociale.

È solo l’amore di Dio, che ci dà la forza di ribellarci alla logica imperante che ci vuole tutti appiattiti sul presente, che ci fa guardare oltre gli spazi angusti dell’io del quale siamo prigionieri, che ci strappa dalla ricerca del benessere personale come fosse il culmine della felicità… Ci dà la forza e il gusto di ribellarci per non farci rubare la libertà e la speranza che Cristo ci ha conquistato e partecipato!Inizio della libertà è non difenderci dall’amore smisurato che Dio nutre per noi.Libertà in atto è rispondervi mettendolo al centro della vita e lasciarci portare lì dove vorrà.

Ecco quindi cosa si nasconde dietro la Giornata di preghiera per le Claustrali: la memoria che c’è un oltre che ha il potere di strapparci a noi stessi, che ci invita a perdere noi stessi per amore, che ci fa sentire legati al destino di ogni uomo e che ci fa collaborare, pur poveramente e umilmente, alla pienezza della sua felicità. Che è sempre e solo in Dio.

 

IL VESCOVO INFORMA

Invito i Vicari di Zona, i moderatori delle Unità Pastorali, sacerdoti, diaconi e operatori pastorali a provvedere con il massimo impegno a informare le persone sul Sinodo perché possano comprendere l’importanza della sinodalità. E’l’appello a camminare insieme.

Il materiale abbondante che qui troverete (vedi anche Documento preparatorio che si può scaricare da Internet) è un buon aiuto per noi e per la gente. Credo sia un’altra occasione di grazia anche per la nostra Chiesa. L’obiettivo è crescere nella comunione, partecipazione e missione. Faccio notare che le prime lezioni della Scuola Diocesana di Formazione Teologica (16, 23 e 30 novembre) trattano proprio della sinodalità. Non perdiamole.

Le celebrazioni così significative di questo mese e le visite ai cimiteri siano occasioni particolari di riflessione e di preghiera: ci richiamino a seguire la testimonianza dei Santi e gli esempi buoni dei nostri cari defunti. Valorizziamo questi momenti per meditare le “verità ultime”, “i nuovissimi: la morte, il giudizio, l’inferno e il paradiso”. Possiamo riprendere in proposito il Catechismo della Chiesa Cattolica. E soprattutto l’Esortazione apostolica “Gaudete et exultate” di Papa Francesco che invita tutti alla santità della vita. La nostra società spesso ingolfata nelle cose di questo mondo, ha bisogno di alzare lo sguardo verso l’orizzonte della vita eterna che dà pieno senso all’esperienza umana.

Si ricorda che in favore dei fedeli defunti si possono ottenere le Indulgenze. La Penitenzieria apostolica ha disposto che “l’indulgenza plenaria del 2 novembre, stabilita in occasione della commemorazione di tutti i fedeli defunti per quanti piamente visitino una chiesa o un oratorio e lì recitino il Padre Nostro e il Credo, può essere trasferita non solo alla domenica precedente o seguente o al giorno della solennità di Tutti i Santi, ma anche a un altro giorno del mese di novembre, a libera scelta dei singoli fedeli”.

La Solennità dei nostri Patroni, il 13 novembre, merita tutta l’attenzione della nostra Chiesa e della nostra Città. Florido, Amanzio e Donnino ci ricordano qualcosa che attiene alla nostra identità umana e cristiana. Stiamo vivendo un tempo di passaggio epocale avvicinabile per certi versi al loro. È una celebrazione che prevede la partecipazione dell’intera Diocesi. Quest’anno la Solenne Celebrazione Eucaristica sarà presieduta da S.E. Mons. Emil Paul Tscherrig, Nunzio Apostolico in Italia.

Abbiamo chiesto ai sette comuni di offrire, a turno, l’olio per la lampada di San Florido. L’hanno già offerto il sindaco di Città di Castello, di San Giustino, Monte Santa Maria Tiberina, Pietralunga e Citerna. Quest’anno lo porterà, all’offertorio, il sindaco di Montone il Sig. ­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­ Mirco Rinaldi.

Il 14 novembre (XXXIII del Tempo Ordinario), si celebra la quinta Giornata mondiale dei Poveri, sul tema «I poveri li avete sempre con voi» (Mc 14,7).

Papa Francesco si augura che questa giornata possa radicarsi sempre più nelle nostre Chiese locali e aprirsi a un movimento di evangelizzazione che incontri in prima istanza i poveri là dove si trovano. Non possiamo attendere che bussino alla nostra porta, è urgente che li raggiungiamo nelle loro case, negli ospedali e nelle residenze di assistenza, per le strade e negli angoli bui dove a volte si nascondono, nei centri di rifugio e di accoglienza…

In preparazione della giornata mondiale dei poveri, Papa Francesco  si recherà in forma privata ad Assisi venerdì 12 novembre, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli.Incontrerà  un gruppo di cinquecento poveri provenienti da diverse parti dell’Europa e trascorrerà con loro un momento di ascolto e preghiera.

Mercoledì 17 novembre, dalle ore 9:30 alle 12:30, presso le sale parrocchiali di Madonna del Latte, avrà luogo il ritiro spirituale del Clero che questa volta vede la partecipazione anche di alcuni operatori pastorali laici. Guiderà la meditazione Don Andrea Andreozzi, rettore del Seminario regionale umbro di Assisi che ci parlerà sul Sinodo, facendo riferimento al documento della Commissione teologica internazionale. Nel dialogo cercheremo di mettere a punto il nostro percorso sinodale. Ricordo ai sacerdoti e diaconi che il ritiro è una priorità pastorale.

Giovedì 18 novembre, è la prima Giornata nazionale di preghiera della Chiesa italiana per le vittime e i sopravvissuti agli abusi, per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili. Pregheremo per le vittime, chiedendo perdono al Signore per i peccati commessi anche dagli uomini di Chiesa, ma vorremmo anche che questa Giornata fosse un’occasione perché possa crescere la coscienza e la responsabilità del popolo di Dio nei confronti dei bambini, ragazzi e degli adolescenti affidati alla nostra custodia. Anche nella nostra Diocesi è in funzione il Servizio Tutela Minori, il cui referente è l’Avv. Flavio Grassini.

Il 19 novembre, ore 17:30 nella ex-Chiesa di San Giovanni Decollato (vicino al seminario vescovile) avrà luogo la presentazione del libro appena pubblicato “Santa Margherita della Metola o di Città di Castello nei secoli XIII-XIV” a cura Anna Falcioni.

Il noto giornalista Luigi Accattoli, lo storico Pierluigi Licciardello (che ha collaborato nella stesura del libro) e Don Andrea Czortek presenteranno la Santa appena canonizzata nel suo contesto storico e nel messaggio-testimonianza per noi.

Il 21 novembre è la Giornata delle claustrali. Mentre ringraziamo il Signore per la bella testimonianza degli attuali cinque monasteri di clausura, nei quali vivono circa 35 monache, chiediamo ancora con insistenza alle amate sorelle di continuare a pregare per la nostra Chiesa e la nostra Città, soprattutto per un fruttuoso cammino sinodale. Anche le altre comunità religiose di vita attiva costituiscono un segno profetico che abbelliscono la nostra Chiesa. Preghiamo per loro. Le ringraziamo di cuore.

Il 21 novembre si celebra anche la Giornata mondiale della gioventù a livello diocesano. Nel suo messaggio incentrato sul tema: “Alzati! Ti costituisco testimone di quel che hai visto”, Papa Francesco ricorda che “quando un giovane cade in un certo senso cade l’umanità” ma se si rialza, solleva il mondo.“Alzati” dunque è l’esortazione di Gesù a Paolo e anche l’invito ad uscire dalla cecità per riscoprire la propria autenticità attraverso Cristo.

I vari Uffici di Curia, le Unità pastorali e le parrocchie programmino le attività liturgiche, catechistiche e caritative, favorendo la partecipazione agli “Itinerari di formazione, prendersi cura della fede”, proposti dalla Scuola diocesana di Formazione Teologica. Gli incontri sono davvero interessanti e aiutano la crescita unitaria della nostra chiesa. Io stesso cercherò di parteciparvi. Raccomando altresì di evitare le sovrapposizioni delle varie iniziative pastorali nella parrocchia, nell’unità pastorale, nella vicaria e nella diocesi.

La nostra Chiesa, grazie a Dio e al concorso di tutti, è vivace ma deve crescere nella comunione e nella missionarietà.

Segnalo l’importanza dei percorsi formativi per i catechisti, i corsi per i fidanzati, i centri di ascolto e la pastorale giovanile-vocazionale.

Più avanti troverete,novità editoriali che fanno onore alla nostra Chiesa. La prima è il libro appena pubblicato “Santa Margherita della Metola o di Città di Castello nei secoli XIII-XIV” a cura Anna Falcioni. Per venerdì 19 è prevista la presentazione (vedi più avanti).

Seguono altre tre pubblicazioni: una di Don Achille Rossi, un’altra di Don Giovanni Gnaldi e una terza di Marcella Monicchi (per venerdì 5 la presentazione, vedi più avanti).

Complimenti e gratitudine agli autori che con i loro testi e soprattutto con la loro testimonianza rendono più bella la nostra Chiesa.

Naturalmente segue l’invito a leggerli e, a chi lo desidera, a scrivere quello che rientra nelle proprie competenze e può essere utile

Vescovo     Domenico Cancian f.a.m.

Associazione Chiese Storiche, ecco il programma dei corsi di formazione

L’Associazione Chiese Storiche ha definito il programma delle lezioni rivolte sia ai soci, che agli aspiranti soci.

Gli incontri avranno la durata di un’ora e mezza circa e i relatori saranno tutti esperti degli argomenti trattati.

Il corso è completamente gratuito e aperto a chiunque voglia collaborare iscrivendosi all’Associazione Chiese Storiche.

Le persone interessate potranno aderire semplicemente contattando la segreteria:  email beniculturali@diocesidicastello.it   tel. 075 8554328 (dal lunedì al sabato 9/13).

PROGRAMMA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Raffaello a Città di Castello, dalla Crocifissione Gavari allo Sposalizio della Vergine

Domenica 11 ottobre si è tenuto il convegno”Raffaello a Città di Castello, dalla Crocifissione Gavari allo Sposalizio della Vergine”, organizzato dall’Associazione Chiese Storiche insieme alle parrocchie di S. Domenico e S. Francesco. Ha moderato l’incontro Fabrizio Leveque, vice presidente dell’associazione, che ha messo in evidenza la particolarità dell’iniziativa, articolata nelle chiese ancora presenti in città in cui lavorò il Maestro. Di fronte ad un folto pubblico- tutti i posti disponibili erano occupati- don Tonino Rossi, ha portato il saluto della parrocchia di San Domenico all’evento, ricordando l’importanza che l’edificio di culto ha rivestito per la città, non solo riguardo alla fede ma anche da un punto di vista storico ed artistico. Ha concluso citando San Paolo “prefiggetevicose belle” ed i quadri del Maestro ci parlano di armonia e bellezza. Ha preso quindi la parola l’assessore alla cultura Vincenzo Tofanelli, che ha portato il saluto dell’Amministrazione Comunale tifernate alla manifestazione. Tofanelli ha ringraziato l’Associazione per avere organizzato il convegno, a cui il comune ha concesso il Patrocinio. Quasi un prologo alla Mostra su Raffaello, organizzata per il prossimo mese di marzo. Ha illustrato i lavori in corso alla Pinacoteca, che la renderanno più fruibile a tutto il pubblico anche a rassegna conclusa.  Ha infine parlato dell’Art bonus, che permetterà a cittadini ed imprese di poter contribuire alla realizzazione dell’evento su Raffaello della prossima primavera. Subito dopo è intervenuto il presidente dell’Associazione Chiese Storiche Paolo Bocci, che ha messo in evidenza come il sodalizio abbia tra i suoi compiti, anche quello di migliorare la fruizione degli edifici di culto, al fine di valorizzare e rafforzare il valore identitario che questi rappresentano per la comunità e di ampliare l’offerta culturale del territorio. Egli, inoltre, ha sottolineato che questo convegno è stato frutto di un lavoro di squadra che ha visto coinvolte, pure, l’Associazione Carabinieri, le Rose di Gerico e la Scola Cantorum Anton Maria Abbatini.Ha terminato ringraziando per la cortesia e disponibilità la prof.ssa Teza, che ha permesso di conoscere il genio del Maestro, che qui, seppur all’inizio dell’attività, già fece vedere la sua cifra artistica. La prof.ssa Laura Teza, Docente di Storia dell’Arte moderna presso l’Università di Perugia, nella sua relazione ha messo in evidenza le tappe dell’evoluzione della pittura di Raffaello, che è partita dalla bottega del padre Giovanni, per poi passare a quella del Perugino. Sorprendente la sua capacità di apprendere da tutti gli artisti che incontra, o di cui vede le opere, per questoviene definito “una spugna”.  A Città di Castello studia i quadri di Luca Signorelli, come si evince dallo stendardo della SS. Trinità.  La professoressa poi si è soffermata sulla Pala di San Nicola da Tolentino, dipinta per la chiesa di Sant’Agostino. Del dipinto,per la mostra di primavera, alcune parti torneranno grazie ai prestiti del museo di Capodimonte a Napoli e della Pinacoteca di Brescia. Prima di esaminare la Crocifissione Gavari, ha analizzato le differenze e le analogie con le opere del Perugino. La sede dell’incontro si è poi spostata nella chiesa di S.  Francesco. Qui la Scola Cantorum Abbatini ha eseguito alcuni brani di musica. Poi la prof.ssa Laura Teza ha proseguito nella sua relazione, descrivendo con minuzia lo Sposalizio della Vergine e quello che ha significatoper la storia dell’arte, mettendo in risalto le differenze con il quadro, analogo per soggetto, del Perugino. Ha concluso i lavori il Vescovo mons. Domenico Cancian che ha parlato di fede e arte. Nel suo intervento ha citato il Concilio Vaticano II che   rivolgendosi agli artisti si esprimeva così “Questo mondo nel quale noi viviamo ha bisogno di bellezza per non cadere nella disperazione. La bellezza, come la verità, mette la gioia nel cuore degli uomini ed è un frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione”.  Con un lungo applauso sono terminati i lavori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il VESCOVO informa

  • Voglio ringraziare tutti quelli che in quest’estate così difficile hanno realizzato varie attività a favore dei giovani e delle famiglie: il clero, gli  animatori, la pastorale giovanile e le varie associazioni.

Con molta attenzione e notevole sacrificio sono stati organizzati grested esperienze che hanno favorito il ristoro fisico, umano e cristiano. Tutto ciò proprio in un momento davvero critico a livello educativo e formativo. Abbiamo davanti agli occhi emergenze gravi che ci interpellano: droga, bullismo, ragazzi che fanno fatica  a vivere il sano divertimento e famiglie in difficoltà, mancanza di lavoro…

Ma abbiamo anche riscontri positivi di tanti che, opportunamente stimolati, rispondono con coraggio esemplare. Anche in questi giorni ho avuto tante conferme.

  • Stiamo vicini al nostro clero e preghiamo come, ci chiede Gesù, “il padrone della messe perché mandi operai”. Chiedo ai sacerdoti, alla pastorale giovanile, alle parrocchie, alle comunità e associazioni laicali di proporre con più coraggio la dimensione vocazionale della vita: vita presbiterale, vita consacrata, vita familiare, disponibilità alla missione e al servizio. Diamo tutti gioiosa testimonianza, come l’ha data in modo straordinario la Beata Margherita.!
  • Il 19 settembre a Pistrino alle 18:00 avrà luogo la celebrazione del 50º anniversario di ordinazione sacerdotale di Don Giovanni Gnaldi. Lo ringraziamo di cuore per la sua generosa testimonianza di amore al Signore e alla Chiesa. Ha donato tantissima parte del suo ministero alla missione in Perù e Bangladesh. Ora è al servizio della cattedrale e anche dei sacerdoti della diocesi che hanno bisogno di aiuto.

Domenica 20 settembre alle ore 11:00 celebrerà a Canoscio. La Madonna gli ottenga nuove grazie per continuare in mezzo a noi il prezioso ministero sacerdotale.

  • Mercoledì 23 settembre, ore 9:30 a Lamoli(Abbazia) avrà luogo il primo ritiro spirituale del clero insieme al clero di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado. D’accordo con l’arcivescovo Giovanni Tani, con cui stiamo da tempo collaborando per le celebrazioni del settimo centenario della morte della Beata Margherita, abbiamo creduto opportuno che il clero delle due diocesi limitrofe si incontrasse almeno una volta sul tema: “Il messaggio della beata Margherita al clero”. Interverranno i due relatori più competenti: la professoressa Alessandra Bartolomei, docente alla PUG che ha curato la “Positio” per la canonizzazione, e il Postulatore domenicano Padre Gianni Festa.

Sarà un incontro davvero interessante. Chiedo la partecipazione di tutti i sacerdoti e i diaconi.

Orario: alle ore 10:00-ora media. Intervento dei due relatori e dialogo. Alle 12:30 pranzo presso l’albergo dell’abazzia. Ci si organizza con le macchine. Occorre portare la mascherina.

  • Raccomando vivamente la partecipazione alla Scuola Diocesana di Formazione Teologica.È uno strumento molto utile come lo è stato in modo speciale in questi ultimi anni. Ci saranno docenti preparati a svolgere tematiche attuali. Ringrazio Don Romano Piccinelli che in modo puntuale sta preparando il programma e accompagnerà le lezioni. Invito caldamente sacerdoti, diaconi, catechisti, operatori pastorali, animatori e tutti coloro che vogliono approfondire la fede,a mettere in calendario i vari incontri formativi. Favoriscono la comunione ecclesiale e sostengono le attività degli Uffici, delle parrocchie-unità pastorali-vicarie in relazione alla formazione. Più avanti troverete alcune note del Coordinatore.

XXXVI Giornata Mondiale della Gioventù 2021

“Vorrei ancora una volta prendervi per mano”: è la prima frase che Francesco scrive nel messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù, celebrata a livello diocesano il prossimo 21 novembre 2021, incentrata sul tema: “Alzati! Ti costituisco testimone di quel che hai visto”. Nel suo atteggiamento di padre, il Papa si pone accanto ai giovani per accompagnarli verso la Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona nel 2023 sul tema: “Maria si alzò e andò in fretta”. Li invita a soffermarsi sulla conversione di Paolo sulla via di Damasco, su quell’”Alzati” che Gesù pronuncia e che ancora oggi è un invito più vivo che mai.

La missione di testimoni della luce

E’ nelle ultime pagine del testo che Francesco chiede ad ogni giovane di non “piangerti addosso” perché c’è una missione da compiere, facendosi testimone di quello che si vive in ogni cuore: la fuga da Dio, il riconoscere comunque “un fuoco ardente” che è più forte di noi, sentirsi figli di un padre e quindi piccoli, aprirsi ad una prospettiva completamente nuova.

Alzati e testimonia la tua esperienza di cieco che ha incontrato la luce, ha visto il bene e la bellezza di Dio in sé stesso, negli altri e nella comunione della Chiesa che vince ogni solitudine.

Alzati e testimonia l’amore e il rispetto che è possibile instaurare nelle relazioni umane, nella vita familiare, nel dialogo tra genitori e figli, tra giovani e anziani.

Alzati e difendi la giustizia sociale, la verità e la rettitudine, i diritti umani, i perseguitati, i poveri e i vulnerabili, coloro che non hanno voce nella società, gli immigrati.

Alzati e testimonia il nuovo sguardo che ti fa vedere il creato con occhi pieni di meraviglia, ti fa riconoscere la Terra come la nostra casa comune e ti dà il coraggio di difendere l’ecologia integrale.

Alzati e testimonia che le esistenze fallite possono essere ricostruite, che le persone già morte nello spirito possono risorgere, che le persone schiave possono ritornare libere, che i cuori oppressi dalla tristezza possono ritrovare la speranza.

Alzati e testimonia con gioia che Cristo vive! Diffondi il suo messaggio di amore e salvezza tra i tuoi coetanei, a scuola, all’università, nel lavoro, nel mondo digitale, ovunque.

In pandemia, il dolore e la solidarietà dei giovani

Francesco nel suo messaggio ricorda le conseguenze della pandemia, la sofferenza e l’isolamento. “Vi siete trovati – scrive – in situazioni difficili, che non eravate abituati a gestire. Coloro che erano meno preparati e privi di sostegno si sono sentiti disorientati. Sono emersi in molti casi problemi familiari, come pure disoccupazione, depressione, solitudine e dipendenze. Senza parlare dello stress accumulato, delle tensioni ed esplosioni di rabbia, dell’aumento della violenza”. In questo scenario però è emersa anche la solidarietà, “in ogni parte del mondo abbiamo visto molte persone, tra cui tanti giovani, lottare per la vita, seminare speranza, difendere la libertà e la giustizia, essere artefici di pace e costruttori di ponti”.

“Quando un giovane cade, in un certo senso cade l’umanità. Ma è anche vero che quando un giovane si rialza, è come se si risollevasse il mondo intero. Cari giovani, quale grande potenzialità c’è nelle vostre mani!”

Nell’era di internet non tutti conoscono Gesù

La riflessione del Papa parte dalla conversione di Saulo, folgorato sulla via di Damasco. Gesù lo chiama con il suo nome perché conosce chi è, conosce l’odio che prova verso i cristiani ma il Signore vuole far conoscere la sua misericordia. “Sarà proprio questa grazia, questo amore non meritato e incondizionato, la luce – scrive – che trasformerà radicalmente la vita di Saulo”. Lui al sentire il suo nome chiede: “Chi sei, Signore?” Una domanda che tutti siamo chiamati a porci. “Non basta aver sentito parlare di Cristo da altri, è necessario parlare con Lui personalmente. Questo, in fondo, è pregare”. “Non possiamo dare per scontato che tutti conoscano Gesù, anche nell’era di internet”.

Gesù è la Chiesa

Nella risposta: “Io sono Gesù, che tu perseguiti!”, lui si identifica con la Chiesa, con i cristiani eppure spesso si sente dire: “Gesù sì, la Chiesa no”, come se l’uno potesse essere alternativo all’altra. “Non si può conoscere Gesù – sottolinea il Papa – se non attraverso i fratelli e le sorelle della sua comunità. Non ci si può dire pienamente cristiani se non si vive la dimensione ecclesiale della fede”.

Si può sempre ricominciare

A Saulo arriva il “dolce rimprovero” di Gesù che attende il suo ritorno. “Nel cuore di ognuno c’è come un fuoco ardente: anche se ci sforziamo di contenerlo, non ci riusciamo, perché è più forte di noi” e c’è anche se possiamo sembrare irrecuperabili.

Attraverso l’incontro personale con Lui è sempre possibile ricominciare. Nessun giovane è fuori della portata della grazia e della misericordia di Dio. Per nessuno si può dire: è troppo lontano… è troppo tardi… Quanti giovani hanno la passione di opporsi e andare controcorrente, ma portano nascosto nel cuore il bisogno di impegnarsi, di amare con tutte le loro forze, di identificarsi con una missione!

Farsi piccoli

Il varco che si apre nel cuore porta a scoprirsi smarriti, fragili, piccoli. “Questa umiltà – coscienza della propria limitatezza – è fondamentale! Chi pensa di sapere tutto di sé, degli altri e persino delle verità religiose, farà fatica a incontrare Cristo”. Saulo diventato cieco, inizia davvero a vedere, sceglierà di chiamarsi “Paolo” che significa “piccolo” ma, sottolinea Francesco, non è “un nickname” o un “nome d’arte” è la presa di coscienza di un cambiamento, di una prospettiva nuova.

Oggigiorno tante “storie” condiscono le nostre giornate, specialmente sulle reti sociali, spesso costruite ad arte con tanto di set, telecamere, sfondi vari. Si cercano sempre di più le luci della ribalta, sapientemente orientate, per poter mostrare agli “amici” e followers un’immagine di sé che a volte non rispecchia la propria verità. Cristo, luce meridiana, viene a illuminarci e a restituirci la nostra autenticità, liberandoci da ogni maschera. Ci mostra con nitidezza quello che siamo, perché ci ama così come siamo.

Attenzione alla violenza

E’ forte la preoccupazione del Papa sulla cecità di tanti giovani, sull’oscurità che rapisce e che li rende violenti verso se stessi e gli altri perché prigionieri di “ideologie distruttive”.

Quanti giovani oggi, forse spinti dalle proprie convinzioni politiche o religiose, finiscono per diventare strumenti di violenza e distruzione nella vita di molti! Alcuni, nativi digitali, trovano nell’ambiente virtuale e nelle reti sociali il nuovo campo di battaglia, ricorrendo senza scrupoli all’arma delle fake news per spargere veleni e demolire i loro avversari.

Ma “la logica divina può fare del peggior persecutore un grande testimone”, “il discepolo di Cristo è chiamato ad essere luce del mondo”.

Pellegrini e non turisti della fede

“Spero – scrive il Papa – che tutti noi possiamo vivere queste tappe come veri pellegrini e non come ‘turisti della fede’! Apriamoci alle sorprese di Dio, che vuole far risplendere la sua luce sul nostro cammino. Apriamoci ad ascoltare la sua voce, anche attraverso i nostri fratelli e le nostre sorelle. Così ci aiuteremo gli uni gli altri a rialzarci insieme, e in questo difficile momento storico diventeremo profeti di tempi nuovi, pieni di speranza!”

Il testo, firmato da Francesco nella Festa dell’Esaltazione della Santa Croce, si iscrive nel ciclo dei tre messaggi che accompagnano i giovani nel cammino tra la Gmg di Panama 2019 e la Gmg di Lisbona 2023, tutti incentrati sul verbo “alzarsi”.  Quest’anno, per la prima volta, l’edizione locale della Giornata Mondiale della Gioventù verrà celebrata nella Solennità di Cristo Re dell’Universo.

 

Natale tra Umbria e Toscana – 2017

Obiettivo dell’iniziativa è la riflessione sul mistero della Nascita tramite eventi culturali che si terranno nelle chiese o nei musei del territorio dell’Alto Tevere Umbro e Toscano, spazi di particolare bellezza artistica e architettonica, grazie anche all’allestimento di presepi artistici.
Di seguito il programma dei concerti
PROGRAMMA