Caritas

 

 

Piazza del Garigliano, 2
06012 Città di Castello
tel/ fax075.855.39.11

SITO INTERNET: http://www.caritascdc.it/

 

Direttore: Don Paolino Trani cell. 333.386.48.08
mail: info@caritascdc.it  www.caritascdc.it
Vice-direttore: Pierluigi Bruschi
Segreteria:Cristina Gustinelli
Consulenza economico-finanziaria: Giuseppe Floridi

Emporio della Solidarietà 
Maria Rosaria Sannino
Sportello immigrati 
Eva Piersimoni
Migrantes    
Responsabile: Don Francesco Coşa

La Caritas italiana nasce il 2 luglio 1971 grazie a Paolo VI, costituita con decreto della Conferenza Episcopale Italiana, inizialmente con fini educativi e pastorali. «Al di sopra dell’aspetto puramente materiale della vostra attività, deve emergere la sua prevalente funzione pedagogica»
(Paolo VI alla Caritas Italiana, 28 settembre 1972) e viene presentato lo statuto come oggi lo si conosce.
Nel 1981 la Cei presenta il documento Chiesa italiana e prospettive del Paese, in cui la Chiesa sottolinea la necessità per la società di ricominciare partendo dagli “ultimi”, con l’obiettivo di creare una maggiore responsabilità missionaria, in cui la carità e la solidarietà rappresentino il nucleo centrale dell’operato dell’istituzione.
A partire da questa sollecitazione presso ogni diocesi, si costituisce una Caritas, che agisce direttamente nelle singole comunità. A Città di Castello questa nuova fase si avvia nel settembre del 1992 consegnando nelle mani del nuovo direttore don Venicio Zambri il mandato ad operare e perseguire gli obiettivi indicati: la sensibilizzazione e conversione della comunità ecclesiale e la creazione delle condizioni per una politica attenta al cambiamento sociale. Quindi la Caritas rappresenta l’organismo pastorale costituito al fine di promuovere la testimonianza della carità nella comunità attraverso formule adatte ai tempi e ai bisogni, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica, anche in collaborazione con altri organismi.
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La giornata regionale di formazione per operatori e volontari delle Caritas umbre

 “Accresci in noi la fede”

Una numerosa e inaspettata partecipazione di volontari alla giornata regionale di formazionepromossa dalla Caritas Umbria.

Il presidente della CeuMons. Renato Boccardo:

“Siete le ‘divisioni corazzate’ delle nostre Chiese”

“Nel salutarvi anche a nome dei confratelli vescovi, voi che sperimentate e seguite da vicino l’opera nascosta e efficace delle Caritas, siete le ‘divisioni corazzate’ delle nostre Chiese”.

La grande forza della Chiesa. “La risposta a questa domanda l’abbiamo ogni volta che ci ritroviamo insieme – ha continuato il presule –.  Queste sono le ‘divisioni’ non tanto del Papa, ma del Signore; coloro che provano, pur in mezzo a tante difficoltà e fatiche, cosa vuol dire essere discepoli di Gesù. Questa è la grande forza della Chiesa, dei cristiani che provano a mettere in pratica quello che il Signore ci ha insegnato”.

 Un percorso formativo seguito. Si è trattato del primo incontro in presenza, dopo la fase acuta della pandemia, di uno degli ambiti pastorali più significativi, quello della Carità, che ha richiamato, come ha osservato lo stesso presidente della Ceu, una numerosa e inaspettata partecipazione di volontari. Erano presenti in 197 e non solo con i capelli grigi, ma anche molti giovani, in rappresentanza delle otto Caritas diocesane della regione e di diverse delle loro opere segno. Quest’incontro è stato il punto di arrivo di un percorso formativo seguito, proposto dal direttore emerito della Caritas diocesana di Perugia, il diacono Giancarlo Pecetti, l’ultimo di quattro appuntamenti (i primi tre vissuti da remoto collegandosi via online da ciascuna diocesi) avente per tema il passo del Vangelo di Luca: “Accresci in noi la fede” (Lc 17,6).

La finalità di questo percorso è stata quella di “aiutare i volontari ad approfondire le motivazioni dell’attività caritativa che così generosamente svolgono a favore dei poveri”, ha ricordato padre Giulio Michelini (Ofm), preside dell’Istituto Teologico di Assisi (ITA), relatore di questi incontri, nell’evidenziare che “a ciascun partecipante è stata fornita un’opportunità di formazione a partire dai fondamenti biblici e teologici dell’impegno a favore degli ultimi”.

 Approfondito il tema della fede. Questo percorso formativo si è concluso con l’approfondire, ha evidenziato padre Michelini, “il tema fondativo, quello della fede. Cosa meglio di Abramo può rappresentare la domanda sulla fede? Abramo, chiamato da Dio come migrante, arriva alla fine della vita ad essere straniero e senza terra dove seppellire la moglie Sara”. Dopo la relazione del preside dell’ITA, i partecipanti si sono divisi in tredici gruppi di lavoro, nel parco della Domus Pacis, per confrontarsi tra loro alla luce della Parola di Dio e di mettere in comune la loro esperienza. Si è trattato di “una esperienza di gioia – ha commentato padre Michelini –, ma anche tante volte di fatica e di paradossi come quello che riguarda la storia di Abramo e Sara”.

 No alla frenesia del fare. Sull’importanza della formazione per i volontari Caritas si è soffermato l’arcivescovo Boccardo nel dire che “la giornata di oggi va nella prospettiva di acquisire e approfondire le ragioni della nostra fede per avere ben chiare le motivazioni del nostro fare”, perché, ha evidenziato, “il rischio, anche nella realtà Caritas, è quello di farci prendere dalla frenesia del ‘fare’ dimenticandoci del ‘come’, di quell’‘amatevi come io vi ho amato’. È questa la motivazione della nascita della Caritas, così come di tutte le altre azioni apostoliche che i cristiani portano avanti”.

 Un ottimo segno di Chiesa che vuol ricomunicare. Alla giornata era presente anche il vescovo di Gubbio mons. Luciano Paolucci Bedini, che ha commentato con queste parole l’incontro: “Si è colto non solo il successo della partecipazione, ma il desiderio di incontrarsi per fare un alto momento di formazione. È stato un tentativo ben riuscito e molto gradito soprattutto perché in questo periodo di Covid non è semplice promuovere iniziative in presenza. La Caritas vi è riuscita anche per essere una delle dimensioni della vita cristiana che sono state sempre aperte e in attenzione di quello che accadeva nell’emergenza della pandemia, con interventi molto concreti e pratici come sempre fa la Caritas. Pensare che i volontari si sono ricavati e donati uno spazio comune di formazione in questo complesso periodo, credo che sia un ottimo segno di Chiesa che vuol ricomunicare partendo dalle fondamenta, da ciò che non può mancare come la dimensione della carità”.

 Una risorsa in più per la Chiesa e per la società. Per il delegato Caritas Umbria Marcello Rinaldi la giornata di formazione è stata importante tenerla sia per contribuire alla ripresa delle attività pastorali della Chiesa umbra sia perché era da anni che non si teneva un incontro Caritas di portata regionale. Soprattutto, come ha detto Rinaldi, “testimonia la forza del percorso di collaborazione tra le Caritas diocesane pur con tante difficoltà ad iniziare dalla pandemia. Per cui, oltre a condividere il periodico studio delle povertà attraverso la cura dei ‘Rapporti’ (quello 2020 sarà presentato in occasione della Giornata mondiale del povero del prossimo 14 novembre, ndr), c’è l’impegno comune della formazione dei propri operatori e volontari chiamati ad operare in spazi così delicati e complessi come quelli delle fragilità, povertà e marginalità”. Per questo è sempre più necessario, ha ribadito Rinaldi, “un percorso di formazione in cui non si parli del ‘fare’, ma si affronti l’‘essere’, il ‘come’, cioè agire come Gesù.

 Opere-segno, paradisi in terra. La giornata è proseguita nel pomeriggio con un incontro su quanto è emerso dai 13 gruppi di lavoro e con le testimonianze dei coniugi Cristina e Massimo Mazzali, per venti anni volontari in Kosovo, preceduti al mattino dalla presentazione del libro dal titolo Un Paradiso tutto mio! la cui autrice, Elisabetta Giovannetti di Spoleto, ha dedicato alla Casa-missione Caritas in Kosovo da lei visitata come volontaria dopo un’esperienza che le ha segnato la vita. Proprio le opere-segno delle Caritas sono considerate dei “paradisi in terra” sia per quanti sono alla ricerca di un senso della propria esistenza sia per quanti ricevono da queste opere segni di carità come quello compiuto dal buon samaritano.

A questi “segni”, oltre ad un ampio resoconto di questa giornata, il settimanale La Voce dedicherà una pagina del numero in edicola il prossimo fine settimana (consultabile anche sul sito: www.lavoce.it), con interviste anche al direttore della Caritas di Perugia don Marco Briziarelli, all’operatrice Caritas di Assisi Annarita Cetorelli, volontaria fin dall’emergenza sisma del 1997, e all’assistente sociale Stella Cerasa della Caritas di Perugia impegnata nel progetto diocesano per l’accoglienza di richiedenti protezione internazionale.

Com. stampa a cura di Riccardo Liguori per conto dell’Ufficio stampa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5 X MILLE CARITAS DIOCESANA
La Caritas Diocesana è da sempre sia un sostegno e un punto di riferimento per chiunque si trovi in difficoltà. Anche quest’anno nella prossima dichiarazione dei redditi puoi destinare il tuo 5 x mille a favore della Caritas Diocesana di Città di Castello e farsi inoltre promotore presso parenti, colleghi ed amici di questa semplicissima scelta che non costa nulla ma può dare tanto per tutti coloro che hanno ricevuto da noi un sostegno morale ed economico. Grazie!!!!