1 settembre 2021

Saluto del vescovo di Città di Castello Domenico Cancian

La Chiesa che è in Città di Castello, unitamente alla Chiesa di Urbino, Urbania e Sant’Angelo in Vado (con il suo arcivescovo Giovanni Tani)  e all’Ordine domenicano (con il Maestro Generale Fra’ Gerard Francisco Timoner), accolgono con gioiosa gratitudine il cardinale Gualtiero Bassetti, gli arcivescovi e vescovi, il clero, le autorità civili e militari, le persone consacrate, i laici e in particolare le persone con disabilità e chi le cure, alla solenne celebrazione di canonizzazione di Santa Margherita di Città di Castello.

Un  grazie particolarissimo a Papa Francesco che in tempi rapidi ha firmato il decreto di canonizzazione, elevando Margherita al culto universale, santa tra i santi.

 

È davvero provvidenziale la coincidenza temporale della canonizzazione di Margherita con la celebrazione del settimo centenario della sua nascita (1320).

Questa piccola donna con le sue molteplici disabilità e con tante violenze subite ha testimoniato che è possibile vivere nella luce della santità evangelica.

 

Giustamente l’Inno canta: “Raggio di sol non colse le tue pupille spente ma luce celestial ti sfolgorò la mente”.

 

Anche le parole del poeta Pessoa esprimono bene l’esperienza di Margherita:

La cecità che Dio mi ha dato è stato il [Suo] modo di darmi la luce. In me esiste al fondo di un pozzo, un pertugio di luce verso Dio. Là, molto in fondo alla fine, un occhio fabbricato nei cieli“.

 

Margherita significa “perla”.

Ci fa pensare alla perla preziosa di cui parla il Vangelo, o anche all’espressione del profeta Isaia che mi permetto di parafrasare così:

Non temere, piccola Margherita, umiliata e disprezzata, tu sei preziosa ai miei occhi”.

 

Margherita è anche il nome dell’umile fiore che spunta prestissimo, insieme alle profumate viole, annunciando la primavera. Il fatto che la canonizzazione sia giunta nel tempo della pandemia che ha contagiato il mondo, sia segno di speranza e di vita nuova.

 

Santa Margherita, oggi, a distanza di sette secoli, ti sentiamo più che mai vicina e lodiamo il Signore che ha fatto anche in te grandi cose.

Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, Dio le hai rivelate ai piccoli come te.

Ottienici di vivere anche noi nella luce dell’Amore divino nel quale tu eri immersa“.

 

Il Padre domenicano Gianni Festa, postulatore della Causa, che ringraziamo di cuore per il prezioso servizio, leggerà la Lettera Decretale di Papa Francesco sulla canonizzazione equipollente di Margherita di Città di Castello.