Annuncio del nuovo vescovo

Cattedrale – 7 maggio 2022
Carissimi fratelli e sorelle, Vi ho convocato qui nella cattedrale per una comunicazione molto importante per la nostra Chiesa tifernate e per il nostro territorio, specialmente per i sette comuni che fanno parte della nostra diocesi. Iniziamo con una preghiera, chiedendo l‘intercessione dei nostri patroni le cui reliquie sono qui, insieme ai tanti vescovi che hanno guidato questa nostra Chiesa. La comunicazione, a firma del Nunzio apostolico Emil Paul Tscherrig, è la seguente. “Eccellenza Domenico Cancian, mi reco a premura di comunicarle che il Santo Padre ha nominato
Vescovo di Città di Castello S. E. Mons. Luciano Paolucci Bedini, vescovo di Gubbio, unendo “in persona episcopi” le Sedi di Città di Castello e di Gubbio.
Desidero in questa occasione rivolgerle i miei più profondi e cordiali sentimenti di gratitudine per quanto da lei svolto negli ultimi anni in qualità di guida per la comunità che è in Città di Castello, per il costante impegno e la dedizione profusi, ad immagine di Cristo, buon Pastore.
La notizia del provvedimento pontificio sarà resa pubblica alle ore 12:00 di sabato 7 maggio 2022, e fino a quel momento deve rimanere, com’è noto, sub segreto pontificio.
Con sensi di profondo ossequio Nunzio Apostolico Emil Paul Tscherrig” In contemporanea il cardinal Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi, mi ha nominato
“Amministratore Apostolico della Diocesi di Cittá di Castello”. ll vescovo Luciano Paolucci Bedini ha inviato un messaggio di saluto alla Chiesa di Città di Castello. Ve lo leggo.
ALLA CHIESA-SPOSA DI CITTA’ DI CASTELLO  7 maggio 2022 Sorelle e fratelli carissimi della Santa Chiesa di Dio che è in Città di Castello, Pace a voi!
Nel giorno in cui vi giunge la notizia che il Santo Padre ha voluto affidare alla mia persona la guida e la custodia della vostra antica e nobile Diocesi vi invio un saluto carico di affetto e tremore per la grande responsabilità che mi spetta. Al tempo stesso, il cuore è colmo di gioia e gratitudine per il dono e la grazia che mi permettono di servire ancora la Chiesa in umiltà e semplicità.
Con voi saluto e ringrazio il Vescovo Domenico, che vi ha guidato in questi anni con la sua saggezza di  Padre e l’esempio di una vita donata per amore a servizio della misericordia di Dio. La sua accoglienza fraterna per me e il suo esempio di pastore buono tra voi sono la migliore indicazione per il mio ministero. Penso a voi tutti come il popolo santo di Dio che vive della grazia della Pasqua e testimonia in queste terre benedette la gioia e i frutti della vita nuova di Gesù risorto.
Vorrei poter visitare ogni casa ed incontrare ciascuno dentro la sua storia per cogliere i tratti della visita del Signore e poter condividere la consolazione della sua bontà.
Il mio saluto più caro è, prima di tutto, per le famiglie. Tutte le famiglie, a partire da quelle che portano il peso di una sofferenza e di un dolore, o faticano nelle umiliazioni della povertà e della solitudine. Aiutiamoci ad ascoltare il cuore di tutti e cerchiamo insieme di non lasciare solo nessuno. Il corpo della Chiesa è intessuto dei colori e delle storie delle nostre famiglie in cui tutti troviamo casa: i nonni e gli anziani, i padri e le madri, i piccoli e i giovani. Tra voi saluto i fratelli presbiteri e diaconi, guide e servi di questo santo popolo, che accompagnano le
vostre comunità e il cammino di tanti. Sentitemi vostro fratello e padre, ma prima di tutto servo, per incoraggiarvi e sostenervi nel ministero che condividiamo a favore di questa bella Sposa.
Alle sorelle e ai fratelli di vita consacrata invio la mia benedizione per la loro testimonianza di fedeltà e di amore a Dio. Coinvolgetemi nelle vostre storie di grazia e di santità a beneficio di tanti sorelle e fratelli. Saluto cordialmente le autorità civili e militari con cui avrò l’onore di collaborare per il bene comune, e l’onere di condividere con tutti e con ciascuno la responsabilità per le comunità che la storia ci affida.Con la Diocesi di Gubbio siamo chiamati d’ora in poi a camminare insieme come Chiese sorelle, nell’ascolto attento della voce dello Spirito Santo per rimanere fedeli alla missione che Dio ci ha affidato. Il ignore che ama e custodisce la storia e la testimonianza di queste due porzioni elette del suo popolo santo ci educhi e ci insegni a conoscerle, amarle e servirle con umiltà e con gioia. “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Matteo 10,8). Altro non so, e non so insegnarvi, carissimi, se non quello che anch’io ho ricevuto in dono: la meraviglia della vita, la grazia della fede e la potenza dell’amore. Tutto abbiamo ricevuto gratuitamente da Dio, tanto possiamo donare gratuitamente al mondo. Facciamolo insieme!
In attesa di incontrarvi presto mi affido con tutti voi alla potente intercessione dei nostri santi: la Madonna delle Grazie protegga con sguardo materno
i nostri borghi e le nostre città, ci infiammi la testimonianza luminosa dei Santi martiri Crescenziano e compagni, i Santi Florido, Amanzio e Donnino ci insegnino la bellezza della Chiesa sinodale,
ci alleni all’amore senza misura Santa Veronica Giuliani, ci sostenga nelle nostre debolezze e miserie Santa Margherita, ci contagino la gioia e il coraggio del Beato Vescovo Carlo Liviero.

don Luciano Paolucci Bedini  Faccio alcune considerazioni Insieme a tutti voi, clero, religiosi e laici, accolgo con spirito di fede e obbedienza questa disposizione del Papa. Non è questo un semplice atto amministrativo, è un atto del Magistero Pontificio per il bene della nostra comunità. E come tale vogliamo accoglierlo. Esprimiamo tutta la nostra benevola e cordiale accoglienza al vescovo Luciano che con generosità ha detto il suo Sì al Signore, assumendosi la responsabilità di guidare la Chiesa Tifernate, oltre a quella di Gubbio, di cui è pastore dal 19 settembre 2017.
Nato a Jesi nel 1968, ordinato sacerdote ad Ancona nel 1995, dopo la licenza in teologia pastorale è stato direttore dell’ufficio catechistico diocesano e regionale, rettore del Pontificio Seminario Regionale Umbro ”Pio XI” di Ancona. Lo ringraziamo di cuore perché assume questo nuovo servizio con semplicità e disponibilità, umiltà e coraggio, come abbiamo ascoltato dal suo bel messaggio. Ho fiducia che con l‘aiuto dello Spirito Santo, con le notevoli capacità umane e pastorali del vescovo Luciano e con la piena collaborazione di tutto il popolo tifernate, si possano superare le difficoltà inerenti al diverso contesto sociale, culturale e pastorale delle due diocesi chiamate a camminare insieme come sorelle “in persona episcopi”. Nel tempo in cui la Chiesa universale è sfidata a vivere ancor più la sinodalità, vogliamo credere e impegnarci a far sì che le diversità culturali e storiche diventino ricchezza di fraternità mettendo in atto una collaborazione pastorale innovativa e condivisa. In un tempo, come il nostro, di grandi cambiamenti, accompagnati da indicibili sofferenze come le guerre in atto e la pandemia, la disposizione del Papa può diventare uno stimolo per vivere ancora meglio “comunione, partecipazione e missione” come ci chiede il cammino sinodale. Sempre con lo scopo di testimoniare
oggi, in questa nostra terra benedetta, la pace e la speranza della Pasqua di Gesù crocifisso e risorto per tutti. Così possiamo risvegliare la fede viva e l’amore operoso, sull’esempio dei nostri Santi, quelli già in cielo e le tante persone che in mezzo a noi vivono in modo ammirevole, mettendosi a servizio degli altri con pazienza e umile dedizione.
In questo sicuramente ci aiuteranno i patroni Sant‘Ubaldo, la cui Festa è in corso, insieme a Florido e Amanzio, unitamente ai tanti santi e sante che le due Chiese lungo i secoli hanno generosamente offerto. Il vescovo Luciano ci dirà in seguito il giorno del suo ingresso per prendere possesso della Chiesa Tifernate come pastore e guida.
Il primo incontro con Lui e il clero tifernate avrà luogo a Canoscio nel ritiro di mercoledì prossimo 11 maggio. Approfitto per ringraziare il popolo di Dio che è in Città di Castello e la comunità civile con le rispettive amministrazioni che insistono nel territorio diocesano. Sinceramente in questi quasi 15 anni, che ho avuto la grazia di servire questa bella Chiesa, mi sono sentito accolto
e accompagnato da tutti voi. Insieme abbiamo condiviso momenti belli e sofferenze a volte drammatiche. Così è nato un rapporto di amicizia e di stima che non verrà meno. Seppure fra non molto non sarò qui fisicamente tra voi, sono certo che l’affetto reciproco resterà nei nostri cuori. Insieme abbiamo cercato di attuare il comandamento di Gesù “Amatevi come io vi ho amato” che ho scelto come motto episcopale. A questo punto mi sembra appropriato concludere leggendo il Vangelo di domani, domenica IV di Pasqua, Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni.
Dal Vangelo di Giovanni. “In quel tempo, Gesù disse: “Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola”.
Parola del Signore.
Vogliamo sentire rivolte a noi le parole di Gesù risorto che in questo tempo pasquale sono spesso risuonate: “Pace a voi! Non abbiate paura. Io sono con voi”.
La Madonna, molto venerata specialmente nel mese di maggio a Lei dedicato, ci accompagni nella nuova tappa del cammino ecclesiale! Padre nostro…

Città di Castello, 7 maggio 2022
+ Domenico Cancian fam
Amministratore Apostolico